"Nessuna modifica al progetto". A rischio la concessione Palazzo Marino "Subito i lavori" Sospese le autorizzazioni per la maxi pubblicità Entro un mese laccordo va trovato. Il Comune vuole sbloccare a tutti i costi il parcheggio in Darsena e far partire i lavori il più presto possibile. Ma detta una condizione: nessuna variazione sul numero dei posti. Mille erano quelli calcolati in origine, mille verranno realizzati. Il riequilibrio rispetto ai costi aggiuntivi, che il futuro gestore Darsena spa dice di dover sostenere per lo slittamento dellopera nel corso degli anni, non avverrà con laumento del numero dei box dei residenti, che restano 300 oltre ai 700 posti a rotazione. «Il riequilibrio si può fare in tanti modi, magari con un allungamento nella concessione - chiarisce lassessore ai Lavori pubblici, Bruno Simini - ma mille è il fabbisogno dellarea. Il nostro primo obiettivo è non lasciare la Darsena così comè». A cinque anni dalla convenzione firmata per costruire il parcheggio, dopo ritardi, scavi archeologici, battute darresto e denunce dei residenti sul degrado di cantiere e quartiere, il Comune preme lacceleratore perché gli scavi partano. Ieri cè stato lultimo sopralluogo della Commissione infrastrutture di Palazzo Marino: i comitati di quartiere sono tornati a denunciare degrado, topi e sporcizia, mentre il presidente della commissione stessa, Vincenzo Giudice, ha invitato la giunta «a decidere, in un senso o in un altro». Prima, però, va valutato il progetto definitivo che la concessionaria Darsena spa sta ultimando seguendo le indicazioni scaturite dalle indagini archeologiche. Progetto su cui la trattativa con il Comune va avanti e potrebbe arrivare presto a una soluzione, che varierà non nella sostanza ma in qualche arrangiamento tecnico come richiesto dalla soprintendenza. Poco margine di manovra, in questo senso, per il gestore, che sperava invece di riuscire a guadagnare qualche garage residenziale in più, garanzia di incasso sicuro e più a breve termine, e rientrare nei costi lievitati negli anni fino a 10 milioni di euro. Una cifra, questa, che, pur in minima parte, era tamponata degli introiti del maxi cartellone pubblicitario in mezzo alla Darsena: circa 400mila euro lanno da ripartire a metà con il Comune. Niente lavori in corso, niente maxi-pubblicità, avvertiva in una lettera prima di Natale il soprintendente milanese ai Beni architettonici e paesaggistici, Alberto Artioli, che aveva aggiunto: «Lesposizione che aveva senso con lattività cantieristica non ha più ragion dessere in quanto completamente slegata dallintervento». E il Comune ha seguito lesempio. «Revocare la concessione pubblicitaria a noi, che già siamo alla canna del gas, non ha senso - commenta Ezio Pellegrini, presidente di Darsena spa - anche perché in tal modo vengono a mancare soldi anche alle casse comunali. Abbiamo già chiesto a Palazzo Marino di cambiare idea, nel frattempo vedremo di coprire il cartellone. Limportante è che il nostro rapporto si riequilibri nei costi». Di tuttaltro parere il Pd, che chiede di rinunciare alla costruzione del parcheggio: «Chiedendo scusa ai milanesi per lo scempio», precisa il capogruppo a Palazzo Marino, Pierfrancesco Majorino.