Le condizioni del sito sono legate a quelle del contesto: se non si risana il territorio non credo sia possibile risanare gli Scavi Il disordine della città romana è connesso al disordine del tessuto urbano circostante Lesperta di cultura classica: "Sono preoccupatissima" «Un degrado progressivo e visibile. Nel quale precipita, anno dopo anno, il sito archeologico di Pompei. Ma le condizioni degli Scavi sono legate a quelle del contesto. Se non si risana il territorio, non credo sia possibile salvare lantica Pompei». La professoressa Eva Cantarella, ordinario di Istituzioni di diritto romano alluniversità di Milano, esperta di cultura classica ed autrice di libri che hanno raccontato anche al grande pubblico la vita ai tempi dei greci e dei romani, lancia lallarme Pompei. «Non so cosa stia succedendo con il commissariamento deciso qualche mese fa dal governo. So, però, che la situazione deve essere davvero grave se uno studioso straordinario come il sovrintendente Piero Giovanni Guzzo non è riuscito ad imporre una svolta, a scongiurare che il degrado si porti via le testimonianze di cui è ricco quel sito». La professoressa Cantarella è a Napoli, oggi, per una conferenza, al centro congressi dellateneo fridericiano in via Partenope, nellambito del ciclo di incontri "Come alla corte di Federico II, ovvero parlando e riparlando di scienza". Tema della conferenza (alle 20.30) "Un giorno nella Pompei antica", «ma in realtà affronterò soprattutto il tema della condizione femminile delle donne romane come la si legge attraverso le scritture di strada che si trovano a Pompei e che sono un documento unico, una vera ricchezza per questo sito archeologico». Ma anche le scritture di strada, le iscrizioni che a Pompei sono presenti numerosissime, sono perennemente minacciate dal degrado che rosicchia la città antica. «Manco da Pompei da circa un anno - racconta la Cantarella - ma sono preoccupatissima per quel che ho visto durante le mie ultime visite: il degrado di molti edifici, le coperture delle case fatte in maniera approssimativa, i dipinti che sbiadiscono perché non sono protetti. Non ho riscontrato sporcizia o incuria nelle strade, come invece spesso sento raccontare. Ma è chiaro che cè qualcosa, non so cosa, che impedisce di fare di più. Non bisogna essere profondi conoscitori della zona per capire che il disordine di Pompei è connesso al disordine del tessuto urbano circostante. Gli Scavi e il contesto non possono essere analizzati e osservati separatamente luno dallaltro. E se non si affrontano i problemi del tessuto circostante, non si risolvono quelli di Pompei». La professoressa Cantarella ha toccato con mano, per le sue stesse ricerche, la lenta agonia delle ricchezze di Pompei: «A proposito di iscrizioni, ad esempio. Cè quella celebre della Taverna di Asellina, firmata da molte donne: appena qualche anno fa era ben leggibile; ora la si vede appena». Spariscono i nomi di Aeglae, di Maria, di Smyrna; sparisce il nome della stessa Asellina. «Quelle scritture di strada - continua la Cantarella - sono come luci che si accendono su scene di vita delle donne. Sono fondamentali, e non solo per ricostruire la condizione femminile nellantichità». Sono fondamentali, «ma abbandonate. Allestero, anche in siti archeologici non particolarmente famosi, le iscrizioni vengono coperte, isolate, tenute a una certa temperatura, quasi come fossero quadri in un museo. Mi rendo conto che non si può fare altrettanto con le migliaia di iscrizioni di Pompei, per il fatto stesso che sono così numerose. Non si può fare altrettanto, ma almeno qualcosa»
NAPOLI - Eva Cantarella lancia lallarme "Scavi condannati al degrado"
La professoressa Eva Cantarella, esperta di cultura classica, è a Napoli per una conferenza sul tema "Un giorno nella Pompei antica". Tuttavia, affronterà soprattutto il tema della condizione femminile delle donne romane come la si legge attraverso le scritture di strada presenti a Pompei. Cantarella è preoccupata per il degrado del sito archeologico, che rosicchia la città antica, e per le iscrizioni di strada che sono minacciate dal degrado. Ha notato che il disordine di Pompei è connesso al disordine del tessuto urbano circostante e che gli Scavi e il contesto non possono essere analizzati separatamente.
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