Roversi Monaco: "La qualità degli spazi non deve prescindere da cultura e ricerca" La crisi economica certo avrà riflessi anche sul mercato dellarte ma è con un cauto ottimismo che la 33esima edizione di Arte Fiera sinaugura oggi alle 17. Forte della qualità delle proposte grazie ad una selezione delle gallerie, del coinvolgimento della città in sinergia con altre istituzioni come il Comune, la Soprintendenza, lUniversità, i musei. Formula che permetterà a Bologna, come ha sottolineato lassessore Angelo Guglielmi, «di diventare per una settimana capitale della cultura». E la spinta propulsiva per una volta arriva dalla Fiera che si presenta con nuovi padiglioni (10mila metri quadrati) in cui si spiegheranno le forze di 212 gallerie (due in più del 2008), 30 delle quali giovani, una buona percentuale di straniere (come Ropac e Lelong da Parigi, Lowenstein da Miami, Sperone da New York) dislocate, novità 2009, su un unico livello dagli ampi corridoi che danno respiro alle opere. «La qualità degli spazi non può prescindere dalla cultura, dalla ricerca, dagli studi - ha commentato il presidente della Fiera, Fabio Roversi Monaco -. Tutta la Fiera andrà in direzione della qualificazione degli spazi e del coinvolgimento della città». Buoni propositi che fanno mettere da parte a Roversi Monaco una nota polemica verso chi, secondo lui, «in questi anni ha guadagnato dalla fiera senza investire», albergatori ed operatori economici. «Ma ne parleremo in unaltra occasione», ha commentato. Adesso è il momento di accogliere gli appassionati darte (50mila biglietti nel 2008) anche perché, come ha sottolineato il direttore artistico Silvia Evangelisti, sono attesi molti collezionisti e appassionati e sicuramente si replicherà il successo di visitatori 2008. Che cosa potrà interessare loro è difficile prevederlo vista la proposta diversificata. Forse una grande scultura di Spagnulo o gli immancabili video di Bill Viola, protagonista di una bella mostra a Roma, qualche opera futurista tanto per ricordare che questanno si celebra il centenario del movimento teorizzato da Marinetti, con opere di Gino Severini o Giacomo Balla. Sempre consistente la presenza dei rappresentanti dellarte povera, come Giuseppe Penone, Luciano Fabro e Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, gli outsider come Piero Manzoni e Alberto Burri. Così come non mancheranno i classici come Jean Fautrier, Victor Vasarely, Karel Appel, i sempre più apprezzati orientali come Hiroshi Sugimoto, i classici "pop" come Andy Warhol e Keith Haring. Fino a lunedì 26; orario: ven- dom 11-19, lun 11-17. Info: 051282111, www.artefiera.bolognafiere.it.