Si entrerà, da questo pomeriggio alle 14, a piccoli gruppi di trenta, quaranta persone al massimo: lappartamento di via Fondazza 36, dove Giorgio Morandi visse e dipinse dal 1910 fino al giorno della sua morte, il 18 giugno 1964, non può accoglierne di più. Si può visitare fino a lunedì prossimo, dalle 14 alle 20. Le stanze della «Casa dartista Giorgio Morandi», seconda sede del museo dal 1993 dedicato allartista in Palazzo dAccursio, sono ancora vuote, tutte tranne una: è stato ricostruito (sulla scorta delle fotografie di Gianni Berengo Gardin e di Luigi Ghirri), lo studio del pittore, nellultima stanza del corridoio, rivolta a est, la più luminosa. Lha ricomposto Carlo Zucchini, esecutore testamentario dellultima rimasta delle sorelle Morandi, Maria Teresa, per molti anni amico della famiglia. Ed è di Carlo Zucchini lultima donazione che ora giunge al Comune di Bologna: in via Fondazza 36 torneranno alcuni mobili e suppellettili di casa Morandi che Maria Teresa volle lasciare a Zucchini, e quattrocento libri del pittore, che costituiranno la sala di lettura e biblioteca, e poi faldoni di documenti personali, lettere, fotografie e appunti. Maria Teresa li affidò a Zucchini con ununica raccomandazione, «Lei ne faccia buon uso». «E io ho cercato di farne buon uso, cioè di conservarli senza divulgarne il contenuto», ha spiegato Carlo Zucchini ieri pomeriggio, protagonista discretissimo della visita in anteprima offerta da direttore e presidente del museo, Gianfranco Maraniello e Lorenzo Sassoli, al sottosegretario ai beni e attività culturali Francesco Giro, in occasione dellinaugurazione della mostra Morandi al Mambo, presenti il sindaco Cofferati e Massimo Iosa Ghini, larchitetto cui il Comune ha affidato lallestimento, e Gaetano Maccaferri, presidente di Unindustria, che con una ragguardevole sponsorizzazione, 350mila euro, pari alla metà del costo dei lavori, ha sostenuto la realizzazione del progetto. È «uniniziativa che dà lustro a Bologna e allintero Paese», ha osservato il sottosegretario Giro, e al cui compimento hanno lavorato amministrazioni diverse, a partire dal sindaco Vitali, che acquistò la casa nel 1995. I materiali inediti costituiranno il fondo documentario del centro studi: saranno inventariati, studiati, e destinati alla pubblicazione scientifica. La «Casa dartista Giorgio Morandi» sarà regolarmente aperta al pubblico da settembre, ha annunciato il presidente Sassoli: è un auspicio, più che una certezza. Concluso il restauro dei muri, delle superfici e degli spazi dellappartamento, affidato ai Lavori Pubblici del Comune, rimane da portare a termine lallestimento. Iosa Ghini ha immaginato un percorso multimediale, che consente con la proiezione di immagini e la registrazione sonora localizzata, di conoscere la famiglia Morandi e chi ne frequentava la casa. Oltre allatelier, saranno ricostruiti filologicamente il ripostiglio in cui Morandi conservava tutti gli oggetti dei suoi quadri e lanticamera, alla cui pareti torneranno i dipinti antichi di famiglia. oggi al Museo di Palazzo dAccursio.