Castelfiorentino ringrazia così il celebre studioso Cittadinanza onoraria ad Antonio Paolucci Venerdì 30 gennaio cerimonia ufficiale in consiglio comunale E' questo uno dei punti salienti all'ordine del giorno del consiglio comunale che si riunirà oggi alle 17. Il conferimento della cittadinanza onoraria ad Antonio Paolucci - la seconda dell'amministrazione Cantini dopo quella al cardinale Silvano Piovanelli nel 2000 - è da ricollegare all'inaugurazione del nuovo Museo di Benozzo Gozzoli (in programma venerdì 30) evento destinato a dare un prestigio nazionale a Castelfiorentino. Il giorno stesso dell'inaugurazione del Museo (alle ore 9.30) ci sarà anche la cerimonia ufficiale - nella sala del consiglio comunale - del conferimento della cittadinanza onoraria a Paolucci, alla presenza di numerose autorità. Antonio Paolucci, attualmente direttore dei musei vaticani e vicepresidente del consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, ha ricoperto in passato numerose cariche di soprintendente per i beni artistici e storici nel Veneto, nella Lombardia e nella Toscana ed è stato ministro per i beni culturali nel Governo Dini (1994-1995). Apprezzato storico dell'arte e per diversi anni soprintendente per il polo museale fiorentino (oltre che direttore generale dei beni culturali e paesaggistici della Toscana), Antonio Paolucci è stato uno dei maggiori protagonisti di quella "primavera" dei beni culturali che Castelfiorentino ha vissuto negli ultimi anni con l'apertura del Museo di Santa Verdiana (1999), la realizzazione del monumento alle Fiascaie e il restauro della Chiesa di San Francesco (2005), il restauro delle mura medioevali (2008) ed infine - fra pochi giorni - il nuovo Museo di Benozzo Gozzoli, di cui Paolucci ha seguito passo dopo passo tutte le tappe: dalla promozione della conoscenza di Benozzo Gozzoli fra gli studenti dell'Enriques alla direzione scientifica (per la parte storico-artistica) de sito e dei filmati del museo. Fra le motivazioni contenute nella proposta di delibera, si precisa che Paolucci «ha dimostrato da sempre cura, attenzione e affetto verso la Valdelsa e verso Castelfiorentino in particolare. Nel corso di decenni non ha mai fatto mancare né il suo alto apporto di dottrina, di sapere, di conoscenza, né il suo fattivo contributo di grande funzionario della pubblica amministrazione, mai interrompendo i legami con le istituzioni e la cittadinanza, con le quali ha sempre mantenuto uno stretto rapporto di collaborazione, a testimonianza di sincero attaccamento verso la comunità. E' stato uno dei protagonisti di quella stagione di rinascita, di quella primavera dei beni culturali che il nostro paese ha vissuto negli ultimi 20 anni».