La conferenza dei servizi chiamata a esprimersi sull'impatto paesaggistico della Ederle 2 ha emesso il suo verdetto ed ha detto sì alla base Usa bis. E adesso? Il Comune rimarrà in attesa di capire se il parere non unanime della conferenza dei servizi si tradurrà comunque in una autorizzazione paesaggistica o se la questione verrà demandata ad una conferenza unificata di altro livello, senza escludere un possibile ricorso al Tar: «Ci riserviamo sul piano giudiziario qualsiasi azione riterremo idonea per salvaguardare il interessi della città». Il momento della verità è andato in scena ieri a Venezia a Palazzo Linetti dove le voci della vigilia, quelle che davano per imminente il pronunciamento della speciale commissione composta da Comune, Regione e Soprintendenza, hanno puntualmente trovato conferma. Ed è accaduto esattamente ciò che il Comune sperava di evitare, perché adesso la strada verso l'approvazione del progetto definitivo e verso l'avvio dei lavori è tutta in discesa. Non è passata, dunque, la richiesta di Vicenza di utilizzare tutti e novanta i giorni di tempo concordati ad inizio dicembre dalla stessa commissione per approfondire la questione: Regione e Soprintendenza hanno ritenuto di avere già in mano sufficienti elementi per poter decidere, ed hanno dato il loro via libera. Il Comune invece, rappresentato dall'avvocato Loretta Checchinato, dall'assessore all'Urbanistica Francesca Lazzari e dal dirigente dell'Urbanistica Antonio Bortoli, non ha votato: che equivale ad un parere negativo. Perché, spiega Lazzari, «abbiamo ritenuto non ci fossero i presupposti idonei per esprimersi in sicurezza, per esprimersi in modo documentato e consapevole». Il sindaco Achille Variati ieri mattina è rimasto a Vicenza e ha preso questa decisione per un motivo preciso: perché per lui quella di ieri doveva essere una occasione di approfondimento tecnico, non il momento del giudizio. Non è andata così. E per Variati questa conclusione è stata «una carnevalata». Lo spiega così: «Voglio esprimere tutta la mia indignazione perché avevamo davvero creduto al fatto che la relazione paesaggistica potesse rappresentare un'occasione per chiarire i seri dubbi ambientali che pesano su questo progetto. Il fatto che si voluto chiudere tutto di gran fretta non è una buona cosa nemmeno per gli Usa, che non si meritano tanta mediocrità dagli italiani». In-somma, la posizione del Comune è chiara: la relazione paesaggistica e la documentazione con le integrazioni richieste ai progettisti, arrivate una settimana fa, non hanno dipanato i dubbi e la questione doveva essere ancora approfondita. Ma c'è di più: Palazzo Trissino lamenta anche una disparità di trattamento tra i tre soggetti coinvolti nella conferenza dei servizi. «La riunione - spiega l'assessore Lazzari - si è aperta con la visione di due elaborati che noi non abbiamo avuto modo di visionare prima». E ancora: «In base alle integrazioni ricevute, che abbiamo ritenuto insufficienti e contraddittorie, i nostri uffici hanno lavorato lungamente per predisporre una relazione e mi sarei aspettata che questo nostro contributo fosse stato oggetto di analisi della commissione per la quale era stato prodotto. Invece, c'è solo stato detto che 'verrà fatto avere al commissario Paolo Costa». Stupito dell'andamento della riunione veneziana è anche l'architetto Bortoli: «Sono rimasto sorpreso per aver visto trattare una questione così complessa in tempi così celeri e senza nemmeno aver letto il documento presentato dal Comune: che non è un documento di contrarietà, è un documento che indica questione di contraddittorietà e problematicità che le integrazioni non hanno risolto». E sullo sfondo emerge anche una nuova preoccupazione: il cronoprogramma Usa, che indica come inizio dei lavori il 1 dicembre 2008 e come fine il 20 marzo 2012, prevede ritmi di cantiere serrati senza che «siano state minimamente affrontate - dice la Lazzari - questioni di tipo viabilistico».
VENETO, VICENZA - Dal Molin, il sì ai lavori fa infuriare Variati
La conferenza dei servizi ha emesso un parere non unanime sulla base Usa bis, favorevole alla sua realizzazione. Il Comune di Vicenza, tuttavia, non ha votato, considerando che non ci fossero presupposti idonei per esprimersi in sicurezza. Il sindaco Achille Variati ha espresso la sua indignazione per la decisione della conferenza, considerandola una "carnevalata". Il Comune ha richiesto ulteriori integrazioni alla relazione paesaggistica e ha lamentato una disparità di trattamento tra i tre soggetti coinvolti nella conferenza. L'architetto Antonio Bortoli ha espresso sorpresa per l'andamento della riunione e ha sottolineato le questioni di tipo viabilistico non affrontate nel cronoprogramma Usa.
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