Fatti, non parole. L'ambiente ha bisogno di essere difeso scendendo in campo, rimboccandosi le maniche, e non sprecando parole. E' questo l'imperativo categorico della sezione regionale del Movimento ecologista europeo FareAmbiente, guidata da Nicolo Nicolosi. «Nei giorni scorsi, con il coordinatore provinciale di Palermo e un gruppo del coordinamento regionale, abbiano avuto un incontro con l'assessore al Territorio e all'Ambiente, Sorbello, per ufficializzare la nostra presenza in Sicilia». Con che ottica vi affiancate alle altre organizzazioni che operano anche sul nostro territorio? «FareAmbiente, lo dico il nome stesso, nasce con l'obiettivo del fare e non del negare. Agevolare le cose che possono convivere con la presenza dell'uomo e la preservazione dell'ambiente. Riteniamo che, in un momento in cui va in crisi l'idea di un'economia globalizzante che sta producendo problemi soprattutto di tipo finanziario, vadano riscoperte le realtà locali. La Sicilia può essere un elemento su cui puntare per risollevare anche la nostra economia». Giovedì a Roma porterete le stesse istanze davanti al ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi. «In occasione della presentazione del programma annuale di FareAmbiente, avremo la possibilità di confrontarci con alcuni ministri. Il rapporto con le istituzioni è fondamentale. Davanti ai ministri della Cultura, dell'Ambiente, delle Pari opportunità, rappresenteremo questa nostra voglia di esserci in una realtà come quella italiana che presenta molte caratteristiche importanti sul versante dell'ambiente, del paesaggio, della presenza storico-culturale, per cui a chi oggi ci chiede di indicare strade nuove per potere andare verso lo sviluppo noi rispondiamo che intendiamo intanto tutelare il nostro territorio da fattori inquinanti affrontando il problema dei rifiuti, così come l'avvelenamento dell'aria in zone come Priolo e Gela, di tutelare l'ambiente e di prevederne anche lo sviluppo». Nasce da qui l'idea di un monitoraggio completo del territorio. «La Presidenza della Regione ha approvato uno studio-ricerca che punta sui paesaggi rurali e quindi sulla riscoperta di alcune aree interne dell'isola dove si sono conservati ambienti urbanistici e paesaggistici di grande impatto, e vestigia storico-culturali da cui è possibile fare partire un nuovo sviluppo economico delle aree interne che sono quelle che più hanno sofferto la crisi dovuta alle voglie industrializzanti del passato».