Limprenditore apre la sua collezione alla città nei giorni di ArteFiera e presenta le opere che i creativi in questi mesi hanno realizzato Abbiamo dato carta bianca sulle scelte strutturali e decorative a Favelli, Bottarelli, Sissi, Paperina e altri Tra armadi, pavimenti, bagni, sale i lavori di Nitsch, Santiago, Hampshire, Ortega, Emmerich, Mc Lean "La casa è sempre aperta agli amici, amare larte vuole dire diffonderla, è questo il compito del collezionismo" Nascosta fra le vie del cuore della città, invisibile dalla strada, sta la nuova casa-museo del collezionista Marino Golinelli, imprenditore fondatore dellAlfa Wassermann, grande industria farmaceutica. Insieme alla moglie Paola da anni investe nelle arti visive tanto che nel 2001 gli fu conferita la laurea honoris causa dalla facoltà di Conservazione dei Beni Culturali per i suoi meriti di mecenate. Oggi la loro collezione conta circa 350 opere di artisti internazionali, ma qualche mese fa hanno fatto anche di più. Hanno deciso di ampliare e ristrutturare quella casa che il pubblico dellarte cittadina conosce bene, grazie alle serate a inviti che tutti gli anni organizzano per Arte Fiera. «Abbiamo hanno affidato i lavori ad un team di giovani artisti bolognesi e non, dando loro carta bianca sulle scelte strutturali e decorative - raccontano - . Sono Flavio Favelli, Sissi, Laurina Paperina, Paolo Bottarelli e tanti altri che per mesi hanno lavorato alacremente e oggi possono vedere lesito delle loro fatiche. Adesso abbiamo una casa completamente al servizio dellarte». Quasi un museo con la differenza che i padroni la abitano quotidianamente. La nostra comune nozione di servizi e la normale suddivisione in zone funzionali di un appartamento è saltata e ogni cosa è per larte: mobili e pareti con le ruote che si spostano facilmente per lasciare vedere il pavimento che nasconde, sotto resistenti lastre di plexiglass, i disegni e i dipinti di Fausto Gilberti o dal canadese Jason McLean o dellolandese Hadassah Emmerich. «Gli artisti - raccontano i Golinelli - hanno lavorato fianco a fianco degli architetti e dei muratori che hanno realizzato i lavori di ristrutturazione e sono intervenuti direttamente nella decisione della suddivisione degli spazi per separare le zone della casa». Come ha fatto Sissi con la sua installazione di "nidi" di paglia colorata, che fa da "porta" fra studio e pranzo, o per realizzare intere stanze come quella ideata da Favelli, rivestita di legno giallo. «I mobili sono entrati in casa dopo le opere - spiega Paola Golinelli che ci ha aperto le porte della casa - e sono stati posizionati solo in un secondo tempo, dopo che mio marito ha scelto la collocazione dei lavori. Per scegliere gli spazi giusti ci siamo serviti di un piccolo plastico in scala 1 a 25 e del consiglio degli artisti». Questo quando i mobili non sono pezzi darte essi stessi come il divano firmato dallaustraliano Bjarne Melgaard. Non cè una camera nella quale pareti, porte, pavimenti e soffitti non siano coperti da unopera, una di quelle della collezione "storica" di Golinelli, che conta lavori come un quadro di Hermann Nitsch o un video di Bill Viola, o una realizzata ad hoc da giovani artisti. Anche bagni e cabine armadio sono parte della casa-galleria e una scala in ferro realizzata da Favelli fa da scarpiera mentre gli abiti in ordine pendono sul pavimento del messicano Alejandro Santiago, in terrazzo una scultura di Atelier Van Lieshout, nel corridoio il lungo dipinto di Luis Hampshire e il tavolo da pranzo nellaltana è sormontato dalla grande installazione a forma di barca della coppia Lucy e Jorge Ortega. «Larte aiuta a vivere - sostiene Golinelli - aiuta a capire in che direzione si muove il mondo». E per questo che se ne è circondato e si trova a suo agio in una casa di 600 metri quadrati che contiene circa la metà delle opere di cui è composta la sua collezione. «La nostra casa è sempre aperta agli amici e spesso organizziamo incontri e occasioni di dialogo, amare larte vuole dire anche diffonderla, questo è il compito del collezionismo. Larte ha un importante ruolo sociale nella misura in cui le opere possono essere fruite e viste dal maggior numero di persone possibile. Insieme alla scienza, la cultura è il motore delluniverso». E a questo proposito circa venti anni fa Marino Golinelli fondò la Fondazione che porta il suo nome e che da allora è impegnata nella diffusione della cultura scientifica con "La scienza in piazza" che ha come prossimo appuntamento quello dal 12 al 22 marzo. «Larte è un fatto culturale - afferma Golinelli - e le opere sono espressione di cultura e personalità dellartista. Quando poi un artista incontra un collezionista che condivide quella sua cultura e personalità, cioè che si identifica nel lavoro, nasce il sodalizio: questo è lo spirito con il quale scelgo i pezzi della mia collezione».
BOLOGNA - "Le nostre stanze e pareti arredate da artisti bolognesi"
Marino Golinelli, imprenditore e mecenate, ha aperto la sua casa-museo a Bologna, che conta circa 350 opere di artisti internazionali. La casa è stata ristrutturata con l'aiuto di giovani artisti bolognesi e non, che hanno lavorato a fianco degli architetti e dei muratori. La casa è completamente dedicata all'arte, con mobili e pareti che nascondono le opere d'arte. I Golinelli hanno scelto gli spazi con il consiglio degli artisti e hanno affidato i lavori ad un team di artisti bolognesi e non. La casa è un museo con la differenza che i padroni la abitano quotidianamente. I Golinelli organizzano incontri e occasioni di dialogo con gli artisti e la comunità.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo