Musica I locali diventeranno due: uno da 819 posti e un altro da 148. I lavori costeranno più di cinque milioni di euro Ieri posa della prima pietra del cantiere della sala del Conservatorio Piccinni Gli interventi cominceranno entro un mese, quando termineranno i lavori di ampliamento del Conservatorio Parquet in legno al posto della usurata moquette. Due nuove sale, un organo restaurato, impianti di riscaldamento, di acustica e un soffitto rinforzato. Dopo 17 anni di chiusura, l'auditorium Nino Rota del Conservatorio Piccinni, culla della cultura musicale barese, tra gli anni 80 e 90, sarà ristrutturato. Ieri si è tenuta la cerimonia di posa della prima pietra. Il cantiere partirà entro un mese e durerà un anno. Per i lavori, ministero della Ricerca, Provincia e Regione, in seguito alla sottoscrizione di un protocollo di intesa nel 2006, sono stati stanziati 5 milioni e 149mila euro. «Dopo 17 anni di buio racconta Stefano Carulli, presidente del Conservatorio Piccinni - finalmente l'auditorium rivedrà la luce per dare voce alla musica di Bari e del Conservatorio che con i suoi 2.200 studenti è il primo in Italia». La struttura è chiusa dal dicembre del 1991, da quando fu considerata inagibile per le norme sulla sicurezza e sulla prevenzione antincendio. L'auditorium in questi anni è stato utilizzato solo come sala prove dal Conservatorio. Banditi gli spettacoli e le prove dell'orchestra provinciale, che da anni si esibisce nella sede della Guardia di Finanza al San Paolo. Il progetto di ristrutturazione, predisposto dalla Provincia e dal Politecnico, prevede quindi la divisione dell'attuale unica sala da 800 posti in due spazi: il primo, il più grande per 819 posti (di cui cento destinati all'orchestra), il secondo da 148 posti con dieci riservati ai musicisti. L'organo, attualmente situato in fondo all'auditorium, sarà spostato al centro. Previsti nuovi impianti di condizionamento, di acustica, di prevenzione per gli incendi, oltre alla sostituzione delle attuali poltrone, ormai ridotte in pezzi. «Abbiamo investito un milione e 100mila euro per la costruzione di 36 nuove aule per il Conservatorio - spiega Bruno Civello, direttore generale del ministero della Ricerca e dell'Università - ed ora siamo pronti con questo nuovo intervento, sul quale stavamo lavorando da tempo. Nonostante le poche risorse disponibili ». Il presidente della Provincia, Vincenzo Divella ha ribadito l'impegno a consegnare l'opera entro un anno. «Mai come in questo momento - afferma Divella - Bari ha bisogno di contenitori di cultura. Sono 17 anni che ne è sprovvista. La nostra battaglia continuerà. Così come non ci fermeremo sul teatro Petruzzelli. Per la Provincia conta la concretezza dei fatti, non ci importa delle beghe politiche. Vogliamo rivedere aperto il teatro con al suo interno l'orchestra provinciale, l'unica che ha titolo ad essere l'orchestra stabile del Petruzzelli ». I lavori per l'auditorium sono stati affidati all'impresa di Forlì, Ciro Menotti. «Questo auditorium sarà il fiore all'occhiello della città - conclude Divella - e sarà al servizio non solo del Conservatorio ma dei cittadini. E' quanto prevede il protocollo di intesa che abbiamo firmato. Sarà utilizzato per le prove dell'orchestra e qui saranno organizzati eventi e manifestazioni aperti a tutti ». Gli interventi cominceranno tra un mese, perché prima devono terminare i lavori di ampliamento del Conservatorio. Successivamente si procederà con l'apertura del cantiere, consegnato ieri alla ditta. Alla cerimonia presenti anche Fabio Losito, assessore provinciale alla Cultura ed ex allievo del Conservatorio, Onofrio Sisto, vicepresidente della Provincia, Domenico Lomelo, assessore regionale al Diritto allo Studio e Marco Renzi, direttore del Conservatorio, oltre ai tenici della Provincia. «Stiamo forzando la mano anche sul Petruzzelli commenta Sisto - perché vogliamo riaprire questi centri della cultura a Bari». Lomelo ha ricordato gli interventi in programma per il collegio per studenti Fraccacreta, che potrà ospitare anche gli insegnanti del Conservatorio. Samantha Dell'Edera