Nessuna offerta per il project financing di dodici milioni di euro Villa Porro Lambertenghi non tornerà a nuovi fasti, almeno per ora. Andato deserto anche il bando per la riqualificazione che scadeva la vigilia di Natale, il comparto di proprietà della Provincia continuerà a farsi consumare dal tempo, circondato da sterpi e rovi, come monumento al degrado e alle occasioni mancate. E pensare che la dimora del conte Luigi Porro Lambertenghi ha attraversato la storia da protagonista per aver ospitato la prima filanda a vapore della Lombardia, oltreché per aver respirato le istanze rivoluzionarie e patriottiche sue e di amici come Silvio Pellico. Dopo esser diventata proprietà dell'Amministrazione provinciale di Como, si era già provato a riqualificarla affidandola alla Ca' d'industria ma, in seguito a trattative annose, il progetto si risolse in una bolla di sapone. Ora il nuovo tentativo fallito: un «Project-financing che la trasformi in un moderno centro culturale d'eccellenza, una struttura che possa ospitare un polo dedicato alla ricerca scientifica e tecnologica nel campo dei beni culturali e del restauro», dicevano a Villa Saporiti. Risultato: nessuna offerta. Forse sono parsi troppi i dodici milioni di euro di investimento previsti tutti a carico del privato, per una concessione di trent'anni; forse è stato «per via del vincolo architettonico, a cura della Soprintendenza ai beni architettonici», dice l'assessore provinciale Pietro Cinquesanti, che solo a settembre faceva professione di ottimismo sulla scia delle richieste di maggiori informazioni giunte nella sede della Provincia. «Si vede che io ci metto troppa fiducia ? commenta oggi Cinquesanti ? sanno chiesto in tre o quattro la documentazione, e siccome per averla bisognava anche spendere dei soldi, questo mi faceva pensare a un esito positivo. Non penso comunque che quel bando potesse essere migliore, perché offriva delle buone opportunità». Dello stesso avviso anche l'assessore provinciale al patrimonio Dario Bianchi, che però precisa come il bando non fosse stato di sua diretta competenza: «Il progetto, che è stato fatto dal settore manutenzione fabbricati perché prevedeva un intervento economico della Provincia, era comunque valido perché avrebbe potuto creare davvero un tornaconto per il privato. Ristrutturarla senza una destinazione sarebbe una follia, sarebbe uno scandalo maggiore che lasciarla in questo modo. Certo, trovare una destinazione per questo immobile non è facile».
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La Villa Porro Lambertenghi, un complesso storico a Como, non ha ricevuto offerte per un progetto di riqualificazione finanziata con il project financing di 12 milioni di euro. Il bando per la riqualificazione scadeva la vigilia di Natale, ma non è stato presentato nessun offerente. La villa ha una storia ricca, essendo stata la prima filanda a vapore della Lombardia e ospitando figure come Silvio Pellico. Dopo essere stata affidata alla Ca' d'industria, il progetto si è risolto in un fallimento. L'Amministrazione provinciale di Como ha provato a riqualificarla con un progetto di 12 milioni di euro, ma non è stato presentato nessun offerente.
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