Non è passato inosservato il sopraluogo che i carabinieri del Nucleo Tutela del patrimonio artistico di Bari, hanno effettuato, in due diversi momenti, pochi giorni fa. Oggetto della loro attenzione i lavori di ripavimentazione che stanno interessando la parte più antica del paese, così come previsto dal Piano particolareggiato di recupero, adottato nel '97 con delibera di consiglio comunale e, dopo il parere favorevole del C.U.R. con prescrizioni, approvato definitivamente nel 2002 con la delibera n 10. Rispetto di vincoli. Nel corso della loro ispezione, i carabinieri hanno preso atto che le basole antiche, da ripristinare dopo la scarificazione dell'asfalto, non sono state rimesse e che l'amministrazione, pare non abbia rispettato un vincolo archeologico, che esiste dal '91 ed emanato dal Soprintendente ai Beni Archeologici della Puglia. Secondo quanto appreso, i carabinieri mirano al ripristino dello stato dei luoghi, perché continui ad essere fruibile così com'era in passato, mentre i loro accertamenti tendono a verificare se si sono prodotte violazioni di tipo penale o amministrativo. Lo stop alla ripavimentazione, giunta alle ultime fasi, ha destato preoccupazione e perplessità. La riqualificazione. I lavori, d'iniziativa pubblica, finalizzati alla ricomposizione e riqualificazione del contesto urbano interessato, hanno previsto, sia nel progetto redatto dall'Ufficio tecnico comunale, sia in quello definitivo ed esecutivo, elaborato dall'arch. Giuseppe Romanazzi, l'utilizzo di basole di pietra calcarea del tipo «Apricena» dello spessore di 6 centimetri per i marciapiedi e di 10 per le sedi stradali. Non è stato possibile ipotizzare l'uso delle basole esistenti nemmeno in via Cozzolongo, via Nardelli, via Camponobile, via Caracciolo, così come richiesto dall'Amministrazione perché, spiega nella sua relazione l'arch. Romanazzi, lo stato di conservazione delle chianche esistenti è molto precario, le superfici pavimentate non risultano omogenee e il materiale, eventualmente recuperato, risulterebbe insufficiente e di diversa tipologia «determinando risultati poco gradevoli». Fare chiarezza. Forse è mancata la richiesta del parere autorevole della Soprintendenza ai Beni Culturali, forse la spesa enorme, che un ripristino tutto in chianche originali avrebbe comportato, ha fatto indietreggiare gli amministratori. Resta la realtà di un controllo che vuole fare chiarezza su un intervento di riqualificazione urbana, peraltro, quasi ultimato.