Il lunedì i musei italiani sono, di norma, chiusi. Non fa eccezione Palazzo Massimo a Roma, bellissima raccolta di sculture romane con un nucleo di affreschi in stile pompeiano con pochi eguali al mondo. Ieri ha invece fatto eccezione per il fustigatore degli impiegati pubblici Renato Brunetta. Che è ministro per la pubblica amministrazione e per linnovazione e ieri sera si è fatto aprire le porte dellottocentesco edificio affacciato vicino a Termini intorno alle otto e venti di sera. «Per cultura personale», afferma appena sceso dallauto. Portone aperto per lui e per un gruppetto di sette-otto eleganti signore (inclusa la fidanzata) e signori in sua compagnia che hanno rapidamente salito le scale perché, quel portone, si chiudesse poi alle loro spalle. Non è stato un blitz. La visita era stata organizzata. Fuori lo attendevano trepidanti. Il museo, ovvero la soprintendenza statale per i beni archeologici di Roma, aveva provveduto per tempo mettendo al servizio del ministro e dei suoi compagni di visita un drappello di custodi. Reclutati a titolo volontario e quindi pagati come straordinario, nessuno li ha costretti, ci mancherebbe. Quegli stessi custodi che hanno pensato a tenere accese tutte le luci dei quattro piani del palazzo già dalle sette mentre fuori la gente si affrettava verso la stazione o gli autobus - in attesa dellimportante arrivo. Fuori orario istituzionale però. Che il ministro che tempo fa bollò come «polverosi» i musei della penisola si documenti per cultura personale è cosa buona e perfino giusta. Che Brunetta varchi la soglia di Palazzo Massimo poi è un bene: è un gioiello di cultura romana conosciuto e visitato meno di quanto meriti. Vanta pezzi come una statua di Augusto, il cosiddetto discobolo Lancellotti, mosaici, pitture murali che raffigurano piante, fiori e volatili in giardini e che sono capolavori di natura morta ante litteram. Insomma, magari questa visita aiuterà Palazzo Massimo, e però cè un interrogativo: visto che questo museo darte romana è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19.45, lunedì escluso appunto, gli straordinari dei custodi di chi sono a carico? Qui occorre una piccola banale informazione. Grazie alla legge varata da Ronchey quando era ministro, e poi aggiornata soprattutto da Urbani, è permesso farsi aprire le sale di un museo di sera, perfino di lunedì. Società private organizzano cene o mini-concerti di classica, ad esempio. Purché chi chiede questo privilegio paghi. Paghi cioè le spese e la concessione di un luogo bello e prestigioso, dando quindi soldi ai musei che non ne hanno certo abbastanza. Diverso sembra il caso di un ministro che, indubbiamente pressato dagli impegni, non è un comune cittadino, in una sera dinverno abbia a disposizione un intero bellissimo museo statale. Ricorda un po Vittorio Sgarbi. Che, da deputato, nel 2003 si fece aprire alle 4 del mattino la villa del Casale con i suoi mosaici, in Sicilia, gestita dalla Regione.