Non ha smorzato la polemica lintervento dellassessore alla Cultura Luca Bartolucci che ha ricapitolatole motivazioni e le ristrettezze economiche che hanno portato il Comune a ricoprire lo scavo archeologico di piazzale matteotti. Una battaglia portata avanti dal centrodestra che oggi alza il tiro con lintervento dellonorevole RemigioCeroni. "La copertura della domus romana venuta alla luce una decina danni fa in piazzale Matteotti a Pesaro è uno scempio, un atto vandalico", sul quale il coordinatore regionale di Forza Italia onorevole Remigio Ceroni chiederà linteressamento del ministro per i Beni culturali Sandro Bondi. La copertura è stata decisa dalla giunta comunale ma per il centrodestra e alcune associazioni culturali e di categoria, che nei giorni scorsi hanno dato vita a sit-in di protesta, è un gravissimo errore. "Si trattadi una testimonianza storica locale della civiltà romana in epoca preimperiale ricorda Ceroni - e non ci possono essere giustificazioni per linterramento di un sito di questa importanza, patrimonio di Pesaro e dellumanità". Il parlamentare sollecita lintervento della Soprintendenza e delle autorità competenti, "magistratura compresa, per verificare responsabilità e omissioni che hanno consentito un simile vandalismo". Lassessore comunale LucaBartolucci, sottolinea, hadetto che "la città è a favore della copertura, ma sarebbe da capire quando ha indetto un referendum sul tema, e quanti cittadini si sono espressi". Le speranze sono riposte ora nel ministro Bondi "e nella sua sensibilità perla tutela del patrimonio culturale italiano". Ha espresso concetti in assoluta sintonia con Ceroni anche Alessandro Bettini, consigliere comunale di Forza Italia: "Quello che indigna è lassurdo sperpero di denaro pubblico per il quale a nessuno sarà mai chiesto conto. La vicenda è emblematica della mancanza di progettualità di medio e lungo periodo di una classe politica che da troppo tempo siede nel palazzo e che ha bisogno di un bel decennio sabatico. Già dagli anni cinquanta si sapeva che sotto la vecchia autostazione cerano importanti reperti romani. Senza un progetto complessivo si iniziò allegramente a demolire la vecchia autostazione e a scavare larea. Grande entusiasmo, progetti culturali, dibattiti, percorsi archeologici e via dicendo. E intanto si spendevano centinaia di milioni di vecchie lire. Poi non sapendo più che pesce pigliare la nuova autostazione fu costruita altrove lasciando solo uno stretto corridoio per gli autobus scomodo e pericoloso. E, in attesa di tempi migliori, larea archeologica fu protetta con un bel tendone spedendo altri milioni. Siamo passati alleuro ma la musica non è cambiata! Migliaia di euro spesi negli anni per la manutenzione e, ora, altrettanti per ricoprire tutto".