Non cè pace per Citylife, il quartiere in gestazione con le tre torri "storte" di famosi architetti che tanto hanno fatto discutere opinione pubblica e politica. Il progetto è nel mirino di ben due comitati che contestano il presunto eccesso di volumetrie e la mancanza di spazi pubblici. Di più. "Vivi e progetta unaltra Milano" e "Comitato residenti Fiera" sono pronti a chiedere la sospensiva al Tar non appena il consorzio Citylife chiederà lautorizzazione di inizio lavori. «APPENA CityLife chiederà lautorizzazione edilizia chiederemo al Tar la sospensiva spiegano Rolando Mastrodonato ed Emanuela Fasoli, promotori dei due comitati -. Se verrà accettata il Tar potrebbe sospendere immediatamente i lavori per valutare la situazione». Sono già tre i ricorsi presentati al Tar dai comitati antigrattacieli il primo contro leccesso di volumetrie, il secondo per la mancanza di spazi pubblici e la monetizzazione degli standard, il terzo per violazioni procedurali) che potrebbero essere di nuovo portati davanti al Tribunale amministrativo regionale dopo lavvenuta approvazione della variante del piano integrato dintervento da parte della giunta comunale. Gli stessi ricorsi saranno esposti di nuovo ai cittadini durante unassemblea prevista per mercoledì prossimo. Anche perché ora cè una novità. Secondo Fasoli, infatti, cè stata «unaltra violazione procedurale: manca lautorizzazione paesaggistica su piazza Giulio Cesare, zona vincolata, senza la quale il progetto non può vedere la luce». Accusa dei comitati al Comune: «La strada del dialogo labbiamo provata, ma non è cambiato nulla». Taglia corto lassessore allUrbanistica Carlo Masseroli: «Mi sembra che sia solo il tentativo di tornare in campo in una partita già chiusa. I comitati dicono di non essere stati ascoltati, ma lo sono stati abbondantemente». Con i grattacieli, intanto, si schiera anche il ministro alla Cultura Sandro Bondi a patto che, dice, «si rispetti la storia». «Noi abbiamo testimonianze artistiche del passato tra le più importanti al mondo ha concluso -, ma siamo poveri di testimonianze artistiche, architettoniche e culturali del presente».