L'Associazione, che battaglia da anni per la salvaguardia del simbolo cittadino, ha adesso il sostegno del Fondo per l'Ambiente Italiano. "Una grande conquista". Ha ancora negli occhi il lungo cammino percorso: gli appelli accorati, le continue sollecitazioni ai politici e alle istituzioni, la raccolta di quasi 7 mila firme, le iniziative organizzate con Salvalarte, le numerose pubblicazioni, il convegno e la mostra allestita di recente alla Soprintendenza che ha rispolverato la storia dell'antica fortezza cittadina. Ora Luigi Bruno, presidente dell'Associazione Salviamo la Colombaia, ha un tassello ancora più importante da apporre al complesso puzzle che, una volta definito, dovrebbe portare alla ristrutturazione dell'immobile. L'associazione, che battaglia da anni per la salvaguardia del simbolo cittadino a rischio di crollo, ha adesso un "supporter" d'eccezione. Il Fondo per l'Ambiente Italiano ha, infatti, sposato la causa del recupero dell'antico castello sul mare e nei giorni scorsi è stata anche in città con Federica Armiraglio, responsabile nazionale de "I luoghi del cuore", concorso che ha consentito di riportare in salvo molti monumenti del Paese. "Tutto è iniziato racconta Bruno quando venuto a conoscenza del censimento nazionale indetto dal FAI, ho segnalato il caso della Colombaia inviando loro tutta la documentazione. Il FAI ha deciso di affiancarci in questa lotta". A tal punto, da indurre Armiraglio e la responsabile provinciale Rita Barraco Platamone a richiedere un incontro col sindaco Fazio, che si è svolto anche alla presenza del Soprintendente Gini e degli architetti Luigi Biondo e Manz, nonché di Bruno e Vito Callotta per "Salviamo la Colombaia". "Al Comune ha commentato Armiraglio abbiamo avuto una riunione molto positiva. E' una buona partenza. Uno degli obiettivi principali del concorso è l'opera di sensibilizzazione e l'associazione è stata bravissima a mobilitare i cittadini". Ma la tappa essenziale per la risistemazione della Torre è il passaggio di proprietà dal Demanio al Comune, avviato nel 2003 e poi arenatosi. E in tal senso, si stanno muovendo il FAI e l'Associazione. "Abbiamo smosso le acque asserisce fiducioso Bruno L'interessamento del FAI è per noi motivo di orgoglio e costituisce una spinta forte dal punto di vista psicologico". Finalmente per Bruno s'intravede una luce all'orizzonte. "Noi piccola associazione, siamo riusciti a metterci al tavolo delle Prefettura con gli Enti, a coinvolgere i deputati regionali e a risvegliare l'attenzione attorno ad un patrimonio prezioso per la città.