Blitz del nucleo edilizio della polizia municipale. Ieri mattina i vigili urbani hanno infatti sequestrato un palazzo che si trova fra via dell'Anguillara, via dell'Acqua e via delle Burella, proprio a fianco del tribunale. Si tratta di un complesso di circa 2.500 metri quadri disposti su cinque piani, composto da due corpi di fabbrica, in parte sottoposto a tutela storico culturale ai sensi del decreto legislativo 422004 (ex Legge 108939). Nel mirino dei vigili urbani, coordinati dall'ispettore Luca Cirri, è finito un immobile su cui, anche per le disposizioni del Piano regolatore, sono consentiti interventi limitati, finalizzati al recupero del patrimonio edilizio esistente e a salvaguardia delle caratteristiche architettoniche e tipologiche dell'edificio. Il complesso appartiene a una società che ha sede a Roma e che ha depositato numerosi progetti a partire dal 2004. Durante l'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Francesco Pappalardo e dal procuratore capo Giuseppe Quattrocchi, è emerso che i lavori previsti e avviati da tempo, attraverso i frazionamenti e cambi di destinazione, avrebbero di fatto stravolto l'immobile: sarebbero infatti stati realizzati ventotto unità immobiliari (venticinque appartamenti, un negozio, un magazzino ed un ufficio) e un residence extralberghiero a sua volta composto da sette appartamenti. Detto in altri termini, per gli inquirenti, il lato che affaccia su via dell'Anguillara è sottoposto a un vincolo culturale, mentre l'altro lato è classificato come immobile di classe 3, che permette un intervento di risanamento conservativo. Il giudice per le indagini preliminari Paola Palasciano, ricevuti gli atti dal pubblico ministero che dirige le indagini Francesco Pappalardo, ha accolto la richiesta di sequestro preventivo disponendone l'esecuzione. I reati ipotizzati dalla magistrattura sono abuso edilizio e le violazioni alle norme di tutela dei beni culturali previste dal decreto legislativo 422004. Sul registro degli indagati sono finiti Cinzia De Tomassi, romana di 54 anni, titolare della società De Tomassi Immobiliare, il direttore dei lavori, Agostino Di Maio di 62 anni, e infine Sandro Scifoni, 55 anni, titolare dell'impresa edile Edil Sci.Sa srl di Velletri. L'immobile era già finito nel mirino della polizia municipale nei mesi scorsi quando il nucleo di polizia edilizia dei vigili urbani effettuò un controllo per notificare un'ordinanza di sospensione emessa da Palazzo Vecchio dell'ottobre 2007. Il giudice Paola Palasciano per motivare il sequestro argomenta nel dispositivo che i tecnici del Comune sono stati ingannati nel rilasciare i permessi rispetto al progetto che poi è stato stravolto. Un palazzo, questo, che negli anni è stato uno dei presidi del Movimento di Lotta per la Casa, che più volte lo ha occupato. E che, ieri mattina, è nuovamente balzato agli onori della cronaca per il sequestro preventivo deciso dalla magistratura fiorentina.