BARI E' oggi il giorno della verità. A Strasburgo si decide se la confisca dei suoli di Punta Perotti abbia violato l'articolo 7 della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo. A Bari immediatamente dopo la decisione dei giudici della Corte europea, inizierà la battaglia politica. Per ora Michele Emiliano, che però da ieri è fuori per qualche giorno, ha detto la sua: «Comunque vada a Strasburgo, non sarà il Comune a dover pagare un danno causato dalla confisca, cioé dalle leggi dello Stato, e non dalla demolizione, alla quale l'amministrazione era obbligata». Simone Di Cagno Abbrescia, che era sindaco quando è arrivata la sentenza definitiva di lottizzazione abusiva per Punta Perotti e che si candida a succedere a Emiliano il prossimo giugno, ha già stigmatizzato l'uscita pubblica del sindaco. «La sentenza ancora non c'è e il sindaco già ammaina la bandiera della demolizione di Punta Perotti. I baresi, però, ricordano la sua corsa a spingere il bottone del detonatore». Un più ampio esame critico dell'operato di Emiliano arriverà a breve: dopo la sentenza, è previsto che Di Cagno Abbrescia convochi la stampa per entrare nel merito della questione. Sì, perché tutti si aspettano che la sentenza della corte europea per i diritti dell'uomo dia ragione a Matarrese, che attraverso la società Sud Fondi si è rivolta a questi giudici dopo che si erano esauriti tutti i gradi di giudizio. I palazzi vennero ritenuti abusivi dalla magistratura e confiscati insieme ai suoli nel 2001. L'abbattimento, dopo un lunghissimo iter procedurale e non pochi contrattempi, è arrivato ad aprile del 2006, quando sindaco era Emiliano. Nel ricorso si chiede alla Cedu di condannare lo Stato italiano perchè la confisca disposta dal giudice penale in caso di assoluzione degli imputati viola l'articolo 7. Che recita: Nessuno può essere condannato per una azione o una omissione che, al momento in cui è stata commessa, non costituiva reato secondo il diritto interno o internazionale». Se i costruttori non sono stati condannati, con la confisca sarebbero stati sottoposti a una sanzione ingiusta. L'ammontare della richiesta è di diverse centinaia di milioni. I costruttori hanno comunque promosso un'azione legale di risarcimento dei danni, nei confronti di Comune e Regione che autorizzarono la lottizzazione, anche davanti al tribunale di Bari.