Un acquarello dell'architetto Guglielmo Mozzoni messo all'asta e acquistato da ChiamaMilano di Milly Moratti. Dodici stampe autenticate di Dario Fo regalate a Vivi e Progetta un'altra Milano. Intellettuali e artisti scendono in campo per aiutare i comitati dei cittadini della Fiera. I soldi ricavati con la vendita delle opere serviranno per pagare le spese legali dei ricorsi al Tar presentati dai due comitati anti-grattacieli. «Complessivamente - attacca il portavoce Rolando Mastrodonato - le spese legali ammontano a 20mila euro, a cui si aggiungono i 10mila già spesi per i ricorsi precedenti. Mercoledì all'assemblea dei comitati lanceremo un appello affinché altri artisti, scrittori, professionisti, architetti ci diano una mano per portare avanti le nostre ragioni». Una chiamata alle armi che non piace al Comune. «Credo che in democrazia - attacca l'assessore all'Urbanistica, Carlo Masseroli - sia giusto avere tutte le posizioni possibili. Ma è anche giusto che a un certo punto l'amministrazione si prenda le proprie responsabilità e vada avanti soprattutto dopo che il progetto è stato modificato profondamente proprio grazie al dialogo con la città e i residenti». Da Citylife un commento laconico: «Settimana prossima chiederemo i permessi per costruire. Andiamo avanti a tutto gas. Anche perché abbiamo preso l'impegno con la città di terminare i lavori nel 2014. Ricordiamo che in un momento di crisi generalizzata come questa il progetto Citylife è una grande occasione». Chiamiamolo il ritorno della società civile. Ma con una variante rispetto al passato. «A me sembra di capire - attacca Milly Moratti - che si stanno muovendo non solo i cittadini singoli e in qualche caso inesperti, ma anche molti professionisti, intellettuali, artigiani, storici, scrittori, registi che mettono a disposizione della città e delle speranze della gente le loro professionalità. È una fase intermedia. In futuro, spero che sia la stessa amministrazione a mettere a disposizione dei cittadini questi strumenti di partecipazione ». Questo pomeriggio la Moratti «acquisterà» l'acquarello di Mozzoni. «Il comitato era in difficoltà economiche per pagare gli avvocati - spiega l'architetto ideatore della Città Ideale - . Amo Milano e cerco di fare tutto il bene possibile per la città e quindi mi sono mosso. Anche se non capisco perché gli avvocati in questi casi si facciano pagare. E per quanto riguarda i grattacieli di Citylife dico che è una scelta sbagliata. Io sono architetto dal 1939 e in quell'epoca ero favorevole ai grattacieli. Ma in quegli anni c'erano 20mila auto in tutta Italia. Adesso sono 52 milioni. I grattacieli appartengono al passato».