L'intervista «Archeologico, grande ricchezza ma nulla per i turisti» «La Campania trasmette una immagine negativa La questione rifiuti ha danneggiato Napoli e tutta l'Italia» NAPOLI Mario Resca, il super manager individuato dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi per la gestione dei musei italiani, per la seconda volta nel giro di poche settimane spara a zero contro le gallerie e i siti archeologici campani. E lo fa a distanza di pochi giorni dalla pubblicazione della top 30, l'elenco dei trenta siti museali italiani più visitati. Una classifica che evidenzia la caduta libera di turisti e introiti agli Scavi di Pompei, all'Archeologico di Napoli, al complesso vanvitelliano della Reggia Caserta, ma anche ad Ercolano e alla Grotta Azzurra di Capri. Come legge questi dati? «Con estrema preoccupazione. Il turismo culturale è l'unico in crescita in tutto il mondo. E qui, nei luoghi che hanno un concentrato unico di arte e archeologia, è invece in crisi. Negli Stati Uniti dove la crisi si avverte molto più che da noi i musei sono pieni. La Campania invece va nell'altra direzione ». Perché, secondo lei? «La Campania trasmette una immagine negativa. La questione rifiuti ha determinato una sofferenza per Napoli dovuta anche al fatto che le tv di tutto il mondo si sono concentrate su questo argomento e il danno è stato non solo per Napoli, ma per l'Italia tutta. Ovviamente fa notizia, in negativo, anche la criminalità e finisce così che Napoli soffre, nonostante il marchio Pompei funzioni». Ma anche gli Scavi di Pompei hanno registrato un dato negativo. «Sì, ma ad essere in crisi non è il marchio. Negli Stati Uniti ho visitato una mostra su Pompei straordinaria per la quale è stato realizzato un allestimento bellissimo, di grande suggestione. I reperti erano ovviamente prestati dall'Italia, ma loro sono riusciti in quello che spesso ai piedi del Vesuvio non avviene. Eppure Pompei fra i siti archeologici è quello più immaginifico ». E cosa è che non funziona? «Chi va a Pompei non ne parla bene. E non certo per i tesori archeologici. E' quel che c'è intorno che non va. La situazione è degradata e come numero di visitatori siamo sotto di qualche milione rispetto alle reali potenzialità del sito. I problemi? Il turismo culturale ha bisogno di accoglienza. Spesso il turisma è vittima della mancanza di senso di ospitalità e si fa davvero poco per far parlare bene chi sceglie di visitare gli Scavi. L'esperienza dei turisti è negativa a incominciare dalla biglietteria e dalle guide che se li contendono senza troppe cerimonie. E uno che si trova male lo racconta a venti persone, uno che si trova bene lo dice ad un paio di amici. Le notizie negative viaggiano sempre più velocemente ». Ricette anticrisi? «Un esempio, fra gli altri, il Louvre, che continua a crescere perché fa comunicazione. Di contro, a Napoli c'è l'Archeologico, dove il cinquanta per cento delle sale è chiuso e dove chi arriva resta deluso sia perché non trova quello che si aspetta, ma anche per la mancanza di servizi, di toilette, di una bouvette all'altezza della situazione. Siamo di fronte al più bel patrimonio immaginabile, che non è però valorizzato». Ci sono già progetti in cantiere per ariginare questa fuga di turisti? «Il ministro Bondi investirà sicuramente di più per migliorare la qualità della fruibilità e l'esperienza dei visitatori nei musei. Già aver previsto, attraverso la mia nomina, una struttura a questo dedicata è un segnale preciso». Le priorità in agenda? «Pompei, in assoluto. E anche se l'impresa appare difficile va affrontata. Fra poco parleremo ancora di Pompei e partirà una radicale opera di bonifica». Anna Paola Merone Resca Dobbiamo imparare dagli Usa, con i reperti degli Scavi hanno fatto una mostra fantastica
Resca: Musei in crisi? Avvieremo una bonifica Il super-manager: Pompei priorità del governo
Il super manager Mario Resca, nominato dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi per la gestione dei musei italiani, ha espresso preoccupazione per la caduta libera del turismo culturale in Campania, in particolare a Napoli e Pompei. La classifica dei 30 siti museali italiani più visitati ha evidenziato una diminuzione dei visitatori. Resca attribuisce la crisi al problema dei rifiuti e alla sofferenza di Napoli, che è stata messa in evidenza dalle tv del mondo. Ha anche notato che gli Scavi di Pompei registrano un dato negativo, nonostante il marchio Pompei funzioni bene.
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