Ora è ufficiale: il commissario e capo di gabinetto del Ministero dei Beni e delle Attività culturali, Salvatore Nastasi (che ha concluso il suo periodo a Verona) ha annunciato ieri in Sala Arazzi tra il ministro Bondi, il presidente Galan e il sindaco Tosi, la nomina, quale direttore artistico della Fondazione, del maestro Gianni Tangucci, esponente di spicco e fra i più accreditati, a livello nazionale, di musica lirica. «È una figura che mancava da tempo all'ex ente lirico -ha dichiarato il commissario- in grado di gestire una stagione complessa come quella areniana, forse la più importante al mondo e potrà seguire progetti comuni con la Fenice di Venezia (risiede fra l'altro nella città lagunare), una sinergia di cui abbiamo un significativo bisogno». Nastasi ha vinto le iniziali riluttanze di Tangucci ad assumere l'incarico, facendogli sapere il consenso incondizionato dei soci della Fondazione Arena alla sua nomina. Ha comunicato poi l'avvenuto pareggio di bilancio 2008, alcune modifiche apportate allo statuto della Fondazione per renderla più agile e "il raddrizzamento" del suo stato patrimoniale con l'avvenuta acquisizione dell'area e dei laboratori di via Gelmetto regalati dal Comune. Prima di andarsene dalla riunione e a margine dei suoi accenni sulla riforma (tuttora allo studio) del settore musicale, anche il ministro Sandro Bondi ha promesso alcuni interventi che interesseranno l'Arena: un eventuale modernizzazione del palcoscenico e il restauro della sede dell'Arsenale, per i quali ha garantito che il ministero «farà la sua parte». Il neo eletto Gianni Tangucci non era presente in Sala Arazzi, ma con il suo modo svelto e diretto di parlare, pari alla capacità di focalizzare i problemi che attanagliano la vita complessa di una struttura lirico- sinfonica italiana, ci ha parlato telefonicamente del mandato ricevuto. Maestro Tangucci, che contratto ha con l'Arena? Con il sovrintendente Girondini c'è un accordo della durata di un anno. Saranno dodici mesi di studio reciproco. Poi vedremo se i nostri obiettivi collimeranno. Nelle sue mansioni ci sarà il compito anche di definire un migliore assetto artistico della Fondazione ? Chiaramente a questo mondo tutto è perfettibile, ma è troppo presto per stabilire se questo aspetto sarà fra i più urgenti da affrontare. Finché non avrò preso una visione diretta della complessità artistica areniana non posso stabilire niente in proposito. Ci sarà tempo per parlarne. E lei avrà anche l'onere di disegnare le future stagioni estive? Quello sarà invece certamente fra i miei compiti primari. Pensa che le risorse umane delle fondazioni liriche italiane riusciranno a far riemergere quella musica che ci viene ancora invidiata dal mondo intero? Le qualità artistiche delle maestranze italiane sono generalmente molto buone. Bisogna però saperle impiegare meglio e sperare nel contempo che la legislazione e la politica ci diano una mano stabilendo nuove regole, più adeguate, per farci uscire dallo spauracchio di imbatterci in continue crisi economiche. Secondo le sue conoscenze un festival prestigioso come quello veronese avrebbe bisogno di essere rilanciato, con idee nuove per vincere la concorrenza dei tanti festival che ci sono oggi in giro per l'Europa ? L'Arena deve continuare a vivere del riflesso vocazionale della sua città, così fortemente legata al flusso di un turismo internazionale. Fare perciò molto riferimento alla tradizione, ma nel contempo essere anche molto attenta alle novità che ci giungono dall'Europa. Quindi ha la necessità di produrre spettacoli che sappiano trovare un giusto equilibrio tra queste due componenti. Felice di venire a Verona ? Generalmente sono molto pragmatico: ogni "avventura" cerco di viverla, prima di tutto, con grande senso di realismo.