PARLA GALAN. Il presidente rilancia il patto con La Fenice «Noi daremo risorse extra solo su progetti» Tosi: «Ma Venezia ha i soldi dal Casinò» Soldi in più per la Fondazione Arena rispetto al finanziamento ordinario in qualità di socio? «Sì, ma soltanto in presenza di progetti di rilancio, ma con una indispensabile collaborazione con il Teatro La Fenice di Venezia». Quindi la stilettata a Verona: «La Regione c'è, ma si può dire altrettanto di tutti gli altri soggetti istituzionali alla guida dell'Arena? Se anche i veronesi intendono esserci ne diano prova fin da subito con il sostenere l'attività del neodirettore artistico Tangucci e con il sostenere i costi di uno fra i maggiori teatri lirici italiani e internazionali. In realtà non ho alcun dubbio che Verona saprà fare la sua parte». DUELLANTI. Il presidente della Regione, Giancarlo Galan, non lascia scampo. E sulla scelte strategiche per la lirica duetta a colpi di fioretto, in municipio, con il sindaco Flavio Tosi, vicino al ministro Sandro Bondi, al commissario uscente dell'Arena Salvatore Nastasi e al sovrintendente Francesco Girondini. E ribadisce che la Regione da qualche anno ha innalzato il suo contributo finanziario alle due fondazioni. Come socio ordinario la Regione dà un contributo ordinario di un milione e straordinario attorno ai 900mila euro, sia alla Fondazione Arena che alla Fenice. Quello straordinario è stato liquidato per il 2008, ma non compare nel bilancio di previsione 2009. Appunto, verrà soltanto a fronte di progetti di rilancio e d'intesa con La Fenice. Un'intesa con Venezia che peraltro era già stata prospettata e avviata ai tempi dell'ex sovrintendente Claudio Orazi, «licenziato» dall'attuale gestione della Fondazione ma che da Galan e dalla Regione era sempre stato sostenuto. Galan invita comunque sia i commercianti che i cittadini di Verona, oltre al Comune, a credere di più nella Fondazione Arena, come fa Venezia con La Fenice, dove fra l'altro grazie al «5 per mille» dato dai contribuenti arrivano nelle casse della Fenice cinque milioni di euro all'anno. LA STRATEGIA. Galan spara, non prima di aver affermato che «ci sono caste di vario genere che la fanno da padrone nei nostri teatri lirici e nel farlo ignorano qualunque richiamo al senso di responsabilità amministrativa che a ogni trasparente impegno per un reale rinnovamento culturale delle istituzioni musicali». Ma Tosi, suo ex collega in Giunta quand'era assessore regionale alla sanità, e possibile candidato alla presidenza della Regione, non incassa. Anzi, rilancia. Prima Tosi porta i risultati della gestione del commissario Nastasi, che ha concluso il suo mandato. «Ora si continuerà sul binario della sana e corretta gestione dei soldi pubblici», commenta, «supportata da un positivo rapporto con la Regione e con il Governo grazie al quale la città di Verona e la sua Fondazione avranno la possibilità di contare anche su nuove risorse e progettualità». Quanto ai finanziamenti alla Fondazione Arena, il sindaco spiega che «ognuno deve cercare di contribuire al bene della Fondazione Arena a seconda delle sue possibilità. L'amministrazione comunale ha già conferito alla Fondazione, cosa mai fatta prima, l'immobile di via Gelmetto, del valore di 3 milioni 136mila euro e, a breve, conferirà anche parte dell'ex Arsenale militare, per risanare e rilanciare le sue attività». Sul raffronto con Venezia più generosa di Verona, Tosi non la manda giù: «Se avessimo anche noi, come Venezia, le entrate di un Casinò e di una Legge speciale, potremmo dare alla Fondazione Arena la stessa cifra che la città lagunare dà alla Fenice. Un aiuto fondamentale in questo momento nel quale, attraverso il sovrintendente Girondini in collaborazione con il ministero e il commissario Nastasi, si è dato inizio a una gestione che ha cambiato decisamente i conti rispetto al passato». TRAGICOMMEDIA. Negli anni scorsi, la Regione aveva impiegato tre anni per nominare il proprio consigliere nella Fondazione Arena, per un braccio di ferro fra Lega e Forza Italia, che l'aveva spuntata. Sarà ancora così? Galan ironizza: «Sì, sarà così ancora, con i soliti rituali la solita tragicommedia».E.G.