I 2.500 metri quadrati disposti su 5 piani sono di una società romana Un ufficio, un negozio e un magazzino anzichè appartamenti Lantico palazzo dellAnguillara completamente snaturato, con cambi di destinazione di molti metri quadri, e appartamenti diversi da quelli previsti dal vincolo delle Belle arti. Il nucleo edilizio della polizia municipale ieri mattina ha sequestrato limmobile storico, che si trova tra via dellAcqua e via delle Burella, di fronte al tribunale. Le indagini sarebbero partite proprio da una segnalazione di qualcuno che lavora in piazza San Firenze, probabilmente un magistrato. Il palazzo, circa 2.500 metri quadri disposti su cinque piani, appartiene ad una società romana, la De Tomassi, che aveva iniziato a lavorarci. «Avevano chiesto il risanamento conservativo proprio perché si tratta di un immobile vincolato spiegano dalla polizia municipale A lavori in corso hanno invece cambiato il tipo di intervento. Nei piani bassi hanno cambiato le destinazioni creando un ufficio, un negozio e un magazzino, anziché appartamenti. Negli ultimi due piani, dove stavano lavorando quando siamo intervenuti, stavano cambiando facendo appartamenti diversi da quelli previsti». Il nucleo edilizio ha eseguito il sequestro preventivo disposto dal giudice per le indagini preliminari Paola Palasciano su richiesta del pubblico ministero Francesco Pappalardo. I reati ipotizzati sono labuso edilizio e la violazione delle norme che tutelano i beni culturali. «La società romana ha depositato numerosi progetti sullimmobile dicono sempre dal Comune Dallindagine è emerso che i lavori previsti e avviati da tempo, attraverso i frazionamenti e i cambi di destinazione, avrebbero di fatto stravolto limmobile: sarebbero infatti stati realizzate 28 unità immobiliari e un residence extralberghiero a sua volta composto da 7 appartamenti». Il palazzo Anguillara è stato a lungo al centro di una battaglia tra lUnione inquilini e il Movimento di lotta per la casa e lamministrazione nel 2004. Vincenzo Simoni, della prima organizzazione, ricorda bene quei giorni di qualche anno fa. «Nel palazzo abitavano 22 famiglie di inquilini regolari racconta - Vennero via via sfrattati o indotti ad andarsene con abbondanti buonuscite. Ne rimasero 7 insieme ad alcuni occupanti stranieri. Nei locali del piano terra abbiamo fatto anche una mostra sulle speculazioni nel centro storico. Alla fine dettero i permessi a quella ditta. Oggi scopriamo che quello che temevamo, cioè la speculazione di privati su una struttura del centro storico, in qualche modo stava succedendo». Soddisfatto per loperazione dei vigili anche il Movimento, che a suo tempo (quando si parlava di rapporti con Ricucci e Coppola da parte della società romana) organizzò con lUnione picchetti contro gli sfratti prima e, quando si passò alloccupazione, lo sgombero. Ecco un passaggio di uno dei volantini che furono fatti a suo tempo. «La lotta che si sta svolgendo intorno a questo stabile è molto di più della lotta contro gli sfratti da parte degli inquilini e di quella per avere una casa da parte delle nuove famiglie occupanti. E una lotta che ha una forte valenza simbolica, che mette a nudo lincapacità di questa e delle precedenti giunte a governare e regolare i fenomeni speculativi che determinano lo svuotamento del centro, che mette in evidenza lo stretto rapporto tra disagio abitativo e rendita speculativa, rendita che può essere mantenuta agli attuali scandalosi livelli solo aumentando il disagio abitativo». Il palazzo risale al Quattrocento, inizialmente apparteneva alla famiglia Riccialbani e fu donato dalla Repubblica fiorentina al capitano di ventura Baldaccio dAnghiari conte dellAnguillara, dal quale prese il nome.
FIRENZE - Sequestrato il palazzo dellAnguillara Abusi a raffica nellantico edificio sottoposto a vincolo
Il palazzo Anguillara, un immobile storico a Roma, è stato oggetto di un sequestro preventivo da parte della polizia municipale. La società romana De Tomassi, che aveva iniziato a lavorare sul palazzo, aveva chiesto il risanamento conservativo per motivi vincolanti, ma i lavori hanno cambiato la destinazione dell'immobile. I magistrati hanno ipotizzato labuso edilizio e violazione delle norme che tutelano i beni culturali. Il palazzo, che risale al Quattrocento, era stato a lungo al centro di una battaglia tra l'Unione inquilini e il Movimento di lotta per la casa. Oggi, la lotta si concentra sulla speculazione di privati su una struttura del centro storico.
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