Il patrimonio botanico del Lago di Como dovrebbe arricchirsi di un nuovo gioiello. Il condizionale è d'obbligo perché allo stato attuale di giardino botanico proprio non si può ancora parlare. Sono, infatti, in stallo i lavori per il recupero dello storico "Giardino del Merlo" (nella foto), a Dongo. Ideato e realizzato tra il 1858 e il 1883 su un'alta rupe a picco sul Lario, con una vista mozzafiato, il giardino da sempre si è imposto all'attenzione degli storici, soprattutto per i resti del castello che vi sorgeva su una rupe e che ebbe notevole fama nel corso del '500, grazie a due abili condottieri che, in seguito, lo occuparono: Giacomo Trivulzio e Gian Giacomo Medici, detto il Medeghino. Il giardino sottostante fu voluto dai Manzi, feudatari di Dongo nella seconda metà del XIX secolo, che avevano diviso l'area in due parti, collocando a sud il giardino d'estate e a nord quello d'inverno. Vista la scarsità d'acqua presente in loco, ci si era prodigati per sfruttare al meglio la poca presente, realizzando tre cisterne sotterranee e creando spettacolari giochi d'acqua di cui rimane ben poco. Il progetto di riqualificazione dello storico giardino, per metà proprietà privata e per l'altra metà della Comunità Montana Alto Lario Occidentale, è strutturato in tre fasi: la prima ha visto la realizzazione di un centro visitatori, ancora da ultimare, la seconda ha allacciato l'area all'acquedotto, dislocando nel parco punti di erogazione idrica, la terza, invece, riguarda più propriamente l'aspetto arboreo. È prevista la creazione di tre aree tematiche per una spesa di 250mila euro.