Una sorpresa. Anzi, una,piacevole sorpresa. In questi tempi di strette finanziarie, dove la cultura è sempre la prima a rimetterci, i progetti appena varati da Nicolas Sarkozy hanno sorpreso non poco il mondo francese degli artisti e degli intellettuali, mediamente assai ostile al Presidente, giudicato poco raffinato, imbevuto di cultura televisiva, personaggio dai gusti a tratti trash. Proprio per questo lui, forse, vuole riscattarsi. E le sue nuove misure di politica culturale sono davvero difficili dacriticare: più soldi pubblici per i restauri, musei gratuiti per i giovani, un nuovo grande museo sulla storia della Francia. Ha addirittura lanciato un monito agli architetti perché osino di più. Parole sorprendenti nella bocca di uno che, più di un anno fa (ma non conosceva ancora Carla Bruni), guardando distrattamente dal finestrino della sua auto blu la sagoma del nuovo museo parigino della moda e del design, allora ancora in costruzione, opera di Dominique Jakob, astro nascente dellarchitettura contemporanea, aveva chiesto: «Ma cosè quel coso verde?». Cominciamo dalla gratuità dei musei per la fascia detà 18-25 anni (i minori già non pagano) e per tutti i professori. Già nel primo semestre del 2008 la misura era stata applicata in quattordici musei nazionali. Dai dati raccolti in quelloccasione era emerso che la novità non aveva attirato nuovi visitatori, ma solo permesso a chi già li frequentava di ritornarci più volte. Per questo Christine Albanel, ministro della Cultura, nicchiava allidea di rinnovare (e perennemente) la misura. Ma Sarko ci teneva. E così dal 4 aprile prossimo tutti i musei pubblici di Francia dovranno adeguarsi. E riceveranno fondi dallo Stato per compensare i mancati guadagni. «I giovani che si abituano ad andare al museo - ha sottolineato -, ci andranno anche da adulti». LAlbanel, comunque, non si deve lamentare. Circolavano voci di una riduzione di 30 milioni di euro per il budget 2009 del ministero della Cultura. E invece il taglio non cè stato. Non solo: il Presidente, martedì scorso, nel discorso sulla politica culturale pronunciato a Nimes, ha addirittura concesso 100 milioni di euro in più allanno per i restauri, così da arrivare a 500 in tutto. Il Pantheon, a Parigi, in pessime condizioni, dovrebbe beneficiarne, al pari del sito Richelieu della Biblioteca nazionale di Francia, a rischio costante di corto circuito. Gli ultimi dati disponibili stimano a io miliardi di euro i fondi necessari per recuperare lintero patrimonio artistico e architettonico del Paese. E ogni cinque monumenti vincolati dalla sovrintendenza delle Belle arti, uno sarebbe a rischio di sopravvivenza. Ma la decisione del Presidente è già un segnale importante, visti i tempi che corrono. Sarkozy ha pure annunciato la creazione di un museo sulla storia di Francia, forse agli Invalides, nella capitale. Altra idea in cantiere: lavvio di un consiglio a sostegno della creazione artistica, anche per studiare nuovi incentivi, che sarà presieduto dal produttore cinematografico indipendente Marin Karmitz, a dire il vero in odore di sinistra. Ma proprio Karmitz, nelle settimane scorse, aveva difeso la riforma della televisione pubblica voluta da Sarkozy, un progetto, invece, per il resto assai criticato. Il Presidente lha voluta ufficialmente per promuovere una migliore offerta culturale sugli schermi (è stata eliminata la pubblicità serale sui canali pubblici, dicono per non rincorrere laudience più popolare). In realtà è un bel regalo per Martin Bouygues, padrone di Tfi, prima tv privata, e amico fraterno di Nicolas, che sta accogliendo a braccia aperte gli spot che non trovano più spazi su France 2, né su France 3. I nuovi progetti culturali di Sarkozy trovano forse una spiegazione nella voglia di riscatto dopo quella storiaccia. Ma il riscatto riguarda pure la sua immagine, quella di un ex adolescente che trascorreva i pomeriggi a guardare la tv sul divano della casa del nonno materno, invece di immergersi nella lettura di qualche Maupassant o Céline. Mitterrand era uno specialista di Stendhal. Chirac un vero esperto di antropologia. Sarkozy, invece, è quello che è. Sebbene esista un prima e un dopo rispetto allarrivo nella sua vita di Carlà, che ne ha riorientato decisamente i gusti. A sorpresa, martedì scorso, si è messo a difendere la mostra di Jeff Koons a Versailles, provocatoria, ovviamente, e da certi punti di vista anche un po gratuitamente. Il nostro ne ha esaltato linteresse, scagliandosi contro «il conformismo delle élites». E ha chiesto agli architetti di osare, di non avere paura. Altro che "coso verde". Fu già chiara linversione di tendenza quando piombò a sorpresa nel maggio 2008 alla mostra dello scultore Richard Serra al Grand Palais. E, quando, alcuni giornalisti lo videro in seguito sfogliare un testo sullarchitettura di André Malraux durante un volo intercontinentale. Daltra parte, nellultimo anno il Presidenteha iniziato a ricevere intellettuali e artisti a pranzo allEliseo. Il tono di certe conversazioni è stato riportato qualche mese fa dal «Figaro», che pure è un quotidiano vicino a Sarkozy e al suo partito. Il presidente aveva visto lopera teatrale Juste à la fin du monde alla Comédie-Francaise e sbottò davanti a Philippe Tesson, giornalista famoso e specialista del settore: «Non è possibile andare alla ComédieFrancaise e scocciarsi così. Solo tu che sei un fissato ci puoi capire qualcosa». Sarkózy su questo suo essere "non intellettuale" ci gioca anche un po. Ma almeno è sincero, non se la tira. E proprio nei giorni scorsi si è scatenato un dibattito sullofferta teatrale della capitale francese, giudicata scontata, ripetitiva, indietro rispetto ai tempi. Soprattutto considerando la disponibilità di fondi pubblici che premiano, soprattutto, la soporifera Comédie-Francaise. Forse Sarkozy aveva ragione.
Sarko salva la culture
Il Presidente francese Nicolas Sarkozy ha lanciato una serie di misure per promuovere la cultura in Francia, tra cui l'aumento dei fondi per i restauri dei monumenti storici, la gratuità dei musei per i giovani e gli adulti, e la creazione di un nuovo museo sulla storia della Francia. Queste misure sono state accolte con sorpresa e apprezzamento dagli artisti e gli intellettuali, che avevano inizialmente avuto una visione negativa del Presidente. Sarkozy ha anche annunciato la creazione di un consiglio per la creazione artistica e ha difeso la riforma della televisione pubblica, che è stata criticata da molti.
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