PESARO - «Occorre verificare se vi siano delle responsabilità sulla valutazione tecnica della chiusura della domus». E lapidario ma determinato il direttore generale della Sovrintendenza regionale Paolo Carini sul caso dei reperto romani di piazzale matteotti, ora di nuovo interrati. «Va precisato - aggiunge - che come Sovrintendenza regionale siamo favorevoli ad aprire i siti archeologici e non a chiuderli. Per cui loperazione della chiusura della domus romana ha una valenza amministrativa di competenza del Comune di Pesaro. Però mi sorprende il recente intervento del Sovrintendente Giuliano De Mariniis, che si dissocia dalla chiusura della domus, quando a suo tempo firmò laccordo insieme al Comune, avvallando sul merito con un giudizio tecnico-scientifico». Carini interviene anche sulle altre grandi problematiche archeologiche di Pesaro che attendono soluzioni. Prima di tutte i preziosi litostroti del Duomo: «Sono favorevole sottolinea - alla stacco dei mosaici del Duomo. E per questo motivo aspettiamo le disponibilità finanziarie per il 2009 da parte del Ministero dei Beni Culturali, per valutare seriamente questa operazione che può raggiungere costi altissimi, intorno ai 45 miliardi di vecchie lire. In questo momento non abbiamo progetti che ci soddisfano da un punto di vista archeologico e strutturale, ma se dovessero arrivare i soldi, e speriamo al più presto, potremmo cercare di risolvere la questione dei mosaici del Duomo, che sta anche tanto a cuore allarcivescovo monsignor Piero Coccia e alla curia diocesana». «Per ora - continua - prevale la tesi conservativa della Sovrintendenza ai Beni Archeologici, per cui i mosaici dovranno rimanere al loro posto e non è possibile neanche superare il problema del gradino nellaccesso nel Sottosagrato per la visita archeologica. Speriamo di risolvere ogni problematica con lo stacco, anche se prevedo, oltre ad un grande finanziamento dello Stato, tempi lunghi per i lavori che saranno delicatissimi». Quali novità invece per Rocca Costanza? «Qui la situazione è completamente diversa, perchè stiamo aspettando lautorizzazione ministeriale per poter usufruire 1 milione di euro, già stanziato per il terzo stralcio della ristrutturazione di Rocca Costanza. Siamo preoccupati, perchè per ora non abbiamo avuta nessuna risposta e quindi si rischia che il lavoro finora svolto rimanga incompiuto. Infatti gli interventi di impiantistica slitteranno al2010 per mancanza di fondi. E speriamo che non vi siano altre brutte sorprese».