TARANTO «Grottaglie nel Cuore». E' stata intitolata così la campagna per la raccolta di fondi necessari alla ricostruzione della cappella del Sedicesimo secolo, della storica congrega del «Santissimo Sacramento» di Grottaglie, la cui volta è crollata il 4 marzo scorso. La mossa è stata patrocinata dall'amministrazione comunale e dalla banca di credito cooperativo di San Marzano. Ieri mattina, in conferenza stampa, i due promotori del progetto, il sindaco ulivista, Raffaele Bagnardi con il presidente dell'istituto di credito, Emanuele Di Palma, hanno pubblicamente sottoscritto i rispettivi impegni. Il primo impegnandosi a prevedere un nuovo capitolo nel prossimo bilancio dell'ente, mentre il secondo a deliberare una «congrua somma» di danaro oltre alla gestione di un conto corrente su cui devolvere le offerte. Tutti sforzi, questi, per la rinascita della più antica casa di congrega della città delle ceramiche. Ma gli impegni sono indirizzati anche ad altro. La cappella in questione, infatti, è situata proprio alle spalle della più antica e pregevole chiesa matrice di Grottaglie. Tra le più antiche della Puglia (è stata edificata nel 1370) l'edificio risente dei cedimenti delle pareti che confinano proprio con la chiesetta crollata. Un danno annunciato, secondo alcuni, dal momento che già nel 1999 la soprintendenza ai beni monumentali di Taranto aveva deciso di non riappendere sulle sue pareti un'antica tela restaurata, proprio per le cattive condizioni in cui versavano le facciate interne oramai compromesse dalle infiltrazioni d'acqua. Sarebbe toccato alla curia provvedere alle riparazioni delle lesioni la cui ampiezza cresceva a vista d'occhio. Il quattro marzo scorso, poco prima delle venti, la vecchia volta a stella è venuta meno portandosi dietro tutte le decorazioni in tufo e pietra e i preziosi capitelli dei colonnati oltre a danneggiare gran parte dell'altare con i rivestimenti marmorei. E per fortuna che a quell'ora l'interno della cappella, solitamente frequentata dai membri della congrega, era deserto. Stesso pericolo scampato all'esterno la cui stradina antistante è stata invasa dai numerosi calcinacci; deserta anche quella. Cinque secoli di storia crollati in un attimo che ora qualcuno (il Comune e la banca, per il momento, ma gli aiuti si preannunciano copiosi), vuole rimettere in piedi. Una gara di solidarietà dove trova spazio anche la polemica politica. Il circolo di Alleanza nazionale, ad esempio, ha addossato le colpe all'amministrazione di centrosinistra accusandola di non aver fatto niente per evitare il crollo. Una polemica appena sopita dal sindaco Bagnardi. «Per ora pensiamo a ricostruire la Santissima Trinità, che è la cosa più importante», ha detto il sindaco Raffaele Bagnardi bollando come «sciacallaggio politico» la posizione di An. Sgombra di nuvole anche la posizione del presidente dell'istituto che per primo ha preso a cuore il progetto. «Siamo radicati in questo territorio - ha detto Emanuele Di Palma - ed è giusto che i nostri sforzi servano a preservarlo anche dal punto di vista architettonico e storico e non solo economico».