È fonte di qualche tensione, anche tra istituzioni, la vicenda dell'acquisto di Villa Mansi da parte dei privati. Al sindaco di Capannori, Giorgio Del Ghingaro, che ieri in una intervista al nostro giornale si era detto rammaricato di non aver potuto, da solo, esercitare il diritto di prelazione, risponde il presidente della Provincia, Stefano Baccelli. «Del Ghingaro sa bene - afferma - che a me non sono arrivate sollecitazioni né verbali né scritte sulla vicenda del possibile esercizio del diritto di prelazione nella vendita di Villa Mansi. Se anche qualche sollecito giungesse ora, il sindaco dovrebbe ben sapere che il termine per esercitare il diritto è scaduto il 12 gennaio. Aggiungo che la Provincia, quando è stata sollecitata per collaborare e fare la sua parte in iniziative importanti, come ad esempio quella della cittadella culturale al Mattaccio di Tassignano, si è attivata riuscendo a reperire stanziamenti importanti, grazie anche all'azione fatta nei confronti della Regione. In ogni caso, la Provincia non avrebbe potuto disporre delle somme ingenti necessarie per l'acquisto di Villa Mansi. Oggi però ogni discussione su questo argomento è quanto meno tardiva». Anche Baccelli ritiene che compito degli enti locali sia ora quello di vigilare perché una parte così importante del patrimonio storico-architettonico della Lucchesia non rischi di essere sottoposta a ristrutturazioni dettate dalla speculazione.
LUCCA. Villa Mansi, nessuno ci ha interpellato
Il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, risponde al sindaco di Capannori, Giorgio Del Ghingaro, che si è espresso rammaricato di non aver potuto esercitare il diritto di prelazione nell'acquisto di Villa Mansi. Baccelli afferma che non è stato sollecitato a fare la sua parte nella vicenda e che il termine per esercitare il diritto è scaduto il 12 gennaio. La Provincia, secondo Baccelli, non avrebbe potuto disporre delle somme ingenti necessarie per l'acquisto di Villa Mansi.
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