Pitigliano e il tufo sovrani incontrastati del primo museo a cielo aperto della Maremma. La piccola cittadina al confine tra Toscana e Lazio è pronta a cambiare pelle. Un investimento privato di oltre 2,5 milioni di euro per acquisire le cantine presenti nella parte finale dello sperone tufaceo e trasformare le grotte e le cantine, in cui vengono fatti invecchiare il famoso Bianco di Pitigliano e gli altri vini rossi locali, in piccole gallerie d'arte moderna. Un'idea ambiziosa che potrebbe vedere la luce già nelle prossime settimane. Artefice del progetto, partito in sordina nei mesi scorsi con l'acquisizione di diverse proprietà e terreni nel piccolo borgo toscano è Guido Accornero, uno dei fondatori del Salone del libro di Torino, innamorato di questo paese, crocevia della civiltà etrusca prima ed ebraica poi. La sua idea per trasformare Pitigliano è a base di percorsi d'acqua, passerelle in legno (per non rovinare il tappeto erbaceo e la fauna), esposizioni di arte contemporanea e spettacoli all'aria aperta. Così diventerà un borgo incantato capace di avvicinare alla cultura, alla musica e all'arte giovani e adulti. Il progetto messo a punto dall'imprenditore piemontese prevede il recupero della parte bassa del paese, degli orti e dei giardini che fanno di Pitigliano una perla nel cuore della Toscana. «La precedente giunta comunale aveva già visionato nei mesi passati parte dei disegni e del progetto culturale», spiega Augusto Brezzi, sindaco di Pitigliano a più riprese dagli inizi degli anni Settanta. «L'idea iniziale prevedeva la creazione di una serie di percorsi che partivano dal centro del paese, passando per il ghetto ebraico, la sinagoga, scendendo verso i lavatoi per poi uscire all'aria aperta». Per questo, nel corso degli ultimi due anni, il Comune ha investito oltre un milione di euro, ristrutturando e riportando agli antichi splendori la zona ebraica, compresi la macelleria e il bagno rituale risalenti al XVI secolo. L'amministrazione comunale, che nelle prossime settimane esaminerà il nuovo progetto, dovrebbe dare il via libera all'invio delle richieste di autorizzazione a Genio civile e sovrintendenza alle Belle Arti. Per realizzare il progetto Accornero si è rivolto a Massimo Alvisi, uno dei più giovani e promettenti collaboratori di Renzo Piano, tra i progettisti del nuovo Auditorium di Roma, e alla sua compagna giapponese Junko Kirimoto. «Di fronte a un'opera così importante, i residenti all'inizio sono stati diffidenti. Poi molti hanno accettato di vendere le proprie cantine per destinarle alle zone tematiche», dice Euro Pratesi, immobiliarista di fiducia di Accornero. Una volta ripresi i vecchi orti e "le spar-ne", come vengono definiti i diversi livelli di terreno in dialetto maremmano, potrà dunque nascere il parco, e dentro alle grotte il gioco di luci, le forme dell'erosione millenaria del tufo e i rumori della vegetazione faranno da contorno a opere d'arte moderne. Per non intaccare la bellezza del paesaggio circostante sono stati contattati diversi esperti in arte botanica. L'unico nodo da sciogliere, rimane l'acquisizione delle diverse cantine e i terreni sotto il cuore del paese. Tra i soggetti che devono ancora dare il nullaosta per la vendita c'è la Chiesa, che con ogni probabilità cederà i suoi terreni. Si spera. La sinagoga di Pitigliano. In alto: una veduta del paese e una cantina del quartiere ebraico I numeri dell'operazione Ecco cosa, come e dove cambierà 15 Il numero delle grotte dello Scoglio di Pitigliano che verranno trasformate in piccoli teatri per le performance di musica classica e pièce teatrali riadattate allo scenario naturale circostante 7.OOO metri quadrati La superficie all'aria aperta sulla quale si svilupperà tutto il progetto dei parchi culturali Accornero 5OO mila euro L'investimento iniziale per l'acquisizione dei terreni, locali e spazi nella zona adiacente la Rocca di Pitigliano e l'esecuzione delle opere murarie 800 metri La lunghezza complessiva dei percorsi pedonali che porteranno i visitatori dal cuore del paese al centro del parco.