Piero Bottoni, amministratore della società «Fondiaria Apparizione» proprietaria dell'intero complesso ex Coca Cola, e custode giudiziario della parte messa sotto sequestro dalla Procura, ha ricevuto, ieri mattina, una telefonata dal Comune nella quale lo informavano dell'incendio che ha colpito una parte delle vecchie scuderie. «Non è la prima volta che ci arrivano comunicazioni del genere - dice Bottoni - e purtroppo il problema delle intrusioni ci sembra di difficile risoluzione». Si spieghi meglio: com'è possibile entrare oggi nel complesso di vostra proprietà? «Non è così difficile: anche una volta chiusi tutti i varchi, è sufficiente una mazzetta per buttar giù qualche pilastro di cemento e arrivare all'interno senza grossi problemi». E l'idea di alzare la recinzione? «Questo ce lo ha chiesto la Soprintendenza qualche tempo fa. Ma anche utilizzando questo sistema, difficilmente potremmo venire a capo di questa situazione. A quel punto, basterebbe un arnese per rompere la rete e entrare ugualmente». Insomma, non ci sono proprio modi per evitare che vi siano incursioni che possono anche essere pericolose? «Noi qualcosa abbiamo fatto, soprattutto nei capannoni della ex Coca Cola, che sono la zona più frequentata dai senza fissa dimora: abbiamo tolto finestre e vetri per rendere meno accogliente l'area». L'area sequestrata, quella che fa parte del complesso monumentale, è stata oggetto di bivacchi? «Difficilmente. Di solito sono altre le zone più frequentate: quelle dei capannoni, come dicevo». E presidiare la struttura con personale di vigilanza non potrebbe essere un'idea? «Anche a quello abbiamo pensato. E per tre-quattro mesi l'abbiamo fatto. Al di là dell'onere economico, neppure con questa misura abbiamo risolto il problema: le persone entravano ugualmente». lu.dem.