Il titolare: "Che dirà dopo i sigilli il presidente Napolitano?" Quattro camerieri licenziati e tanta amarezza. Il direttore del Gambrinus alza le spalle. «Non abbiamo niente da dire - taglia corto uscendo allaperto e fermandosi di fronte al gazebo sigillato dalla Procura - È stato un colpo per noi. Il sette febbraio arriverà il presidente Napolitano, per la prima del San Carlo: che dirà vedendo i tavolini accatastati e il gazebo incartato dal nastro bianco e rosso? Che dirà il presidente della sua Napoli?». Allarga le braccia luomo vestito in blu e sorride, mentre lo sguardo si allunga alla fila di venditori abusivi di chincaglierie che sistemano lenzuoli e bancarelle in via Chiaia, a pochi centimetri dal gazebo sotto sequestro. I titolari del Gran Caffè Gambrinus al momento hanno fatto rimanere a casa i quattro camerieri, con contratto stagionale, che erano addetti al servizio esterno. Undici tavolini sono stati sistemati lungo la parte del bar, al di fuori del gazebo, e alle 14, con il sole sono tutti occupati. Nel giro di 20 minuti, trentaquattro persone si fermano davanti ai sigilli, che fasciano in maniera vistosa la struttura in ferro. Chi si ferma legge il provvedimento della Procura e chiede informazioni. I camerieri a turno cercano di spiegare: «È un problema di autorizzazioni tra Soprintendenza e Comune, ma presto si risolverà tutto». «Anche a Firenze, una città tutta sotto tutela non abbiamo mai visto niente del genere. È solo uno sfregio», si lamenta Chiara Bernadotti, turista toscana. Secondo i primi sviluppi delle indagini risulta che il Gambrinus era stato già controllato lo scorso luglio e i titolari avevano ricevuto un verbale con gli adattamenti da apportare. Tra le irregolarità non sanate in questi mesi: poco spazio per le vie di fuga sul marciapiedi e difformità sulloccupazione di suolo pubblico. E intanto dallaltro capo della città al Vomero, i camerieri licenziati a Chiaia, con il curriculum in mano, vanno a caccia di lavoro. «Da Bellavia, almeno dieci persone sono venute in processione, a chiedere un posto di lavoro. Sono tutti camerieri licenziati in questi giorni per le varie operazioni contro i gazebo - dice Angelo Pisani, legale del bar pasticceria del Vomero - è assurdo mandare la gente per strada così. Il Comune e la Soprintendenza avrebbero dovuto prima convocare un tavolo tecnico e poi, se non trovavano un accordo tra loro e con i commercianti, far scattare i blitz». Sulla stessa linea il presidente provinciale dellAscom Antonio Pace: «Non si può chiedere il sequestro dei gazebo in assenza di regole chiare. Anche per questo abbiamo richiesto la convocazione per un tavolo tecnico in cui affrontare il tema alla presenza dei rappresentanti di tutte le parti, affinché non sussistano ulteriori dubbi». Nel frattempo lAscom chiede «la sospensione immediata dei provvedimenti già presi ed un ragionevole tempo per ladeguamento a regole certe e chiare». (cri. z.)
NAPOLI - E il caffè Gambrinus licenzia 4 camerieri
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sarà il primo a visitare il San Carlo di Napoli dopo la sigla dei sigilli. Il direttore del Gambrinus, il signor Giuseppe De Luca, ha dichiarato che il bar non ha niente da dire in merito al provvedimento. Il bar ha sistemato tavolini all'aperto, ma il gazebo è stato sigillato dalla Procura. I camerieri licenziati hanno chiesto informazioni sul provvedimento. Il direttore ha spiegato che il problema è di autorizzazioni tra Soprintendenza e Comune. Il bar ha sistemato tavolini all'aperto, ma il gazebo è stato sigillato dalla Procura. I camerieri licenziati hanno chiesto informazioni sul provvedimento.
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