Il governatore: Bondi spinga sul governo per evitare il taglio dei fondi A tuonare contro la famiglia Messeni Nemagna, proprietaria del Petruzzelli, stavolta è il governatore Nichi Vendola. «Quando in Puglia decidemmo il finanziamento della ricostruzione del teatro, lo facemmo nellinteresse dei pugliesi, non certo della famiglia Messeni Nemagna. E non abbiamo cambiato idea». Dopo il jaccuse dellassessore Silvia Godelli, Vendola rincara insomma la dose richiamando in causa il governo Berlusconi: «Siamo daccordo con il ministro Bondi quando afferma che il destino del Petruzzelli dipende anche dai 13 milioni di euro che ancora mancano per pagare i costi della ricostruzione. Ma se ora questi soldi mancano, se la Regione Puglia, dopo aver già abbondantemente contribuito ai costi della ricostruzione, oggi non dispone di ulteriori risorse, questa è questione che ha ben altre cause, che riguarda tutti, e da cui il governo del Paese non può certo chiamarsi fuori». Due e perentorie le soluzioni offerte da Vendola: «Chiediamo al ministro Bondi di porre la questione sul tavolo del governo italiano, per ottenere che intanto "torni a casa" almeno questa piccola fetta delle risorse finanziarie ingiustamente sottratte alla Puglia; oppure che il ministro stesso decida di applicare al Petruzzelli le norme del Codice Urbani per i Beni Culturali, garantendo così la fruibilità pubblica di un teatro la cui ricostruzione è stata pagata esclusivamente dalle tasche dei cittadini». Ma non resta a guardare nemmeno la famiglia Messeni Nemagna, attraverso una presa di posizione del suo legale Ascani Amenduni: «Non bastano le parole dellassessore Silvia Godelli per ritenere nullo il protocollo dintesa del 2002. Servirebbero piuttosto tre gradi giudizio e dunque almeno otto-dieci anni: cosa dovremmo fare nel frattempo? La Corte costituzionale ha già bocciato un esproprio fondato non sulla pubblica utilità, ma sul pubblico errore e sulla pubblica inadempienza proprio rispetto a quanto scritto sul protocollo del 2002». Puntualizzazioni sì e, intanto, anche una provocazione: «A noi basta la parola di Emiliano, il suo impegno perché la Fondazione si prenda in carico il futuro del teatro».