PARIGI «Vendesi, causa riforme». Non è proprio un avviso, ma lo spirito di una gigantesca operazione immobiliare che il governo francese si appresta a lanciare nei prossimi mesi. Un po'per razionalizzare l'immenso patrimonio (le cui dimensioni sono sconosciute) e soprattutto per soccorrere le finanze pubbliche. In tempi difficili, anche la fantasia è utile, come la recente proposta di vendere parte di riserve in oro per finanziare la ricerca scientifica. L'inventario delle proprietà in vendita è a buon punto e già corre la fantasia su castelli, palazzi haussmaniani nel centro di Parigi, antichi fari sulle coste, prigioni e caserme che potrebbero essere trasformate in residenze di lusso o alberghi a cinque stelle. Ma il piano del governo prevede che la priorità sia data alle collettività locali e che la proprietà venga trasferita a un'agenzia «ad hoc» incaricata di gestione, ristrutturazione, vendita e affitto dei beni. Ministeri e istituzioni diventeranno affittuari degli spazi loro effettivamente necessari. La «mission immobilier public» prevede in una prima fase la cessione, entro il 2004, di beni per l'equivalente di 500 milioni di euro e di un milione di metri quadrati. Nelle indicazioni del governo, è esclusa l'alienazione di palazzi di particolare valore storico. Fra i beni in vendita ci sono anche 50.000 alloggi. Tra le istituzioni in prima fila nella vendita «causa riforma» ci sono il ministero della Difesa, per diminuite necessità, e la Banca di Francia. Il primo, secondo tradizione di «grandeur», dispone di un patrimonio calcolato in ettari ed equivalente allo 0,5 del territorio nazionale. Oltre a campi d'addestramento e basi, ci sono 30 milioni di metri quadrati abitativi. Fra questi, il piccolo tesoro del Mont-Boron a Nizza, un forte del XIX secolo con vista mozzafiato su una delle più belle baie della Costa Azzurra. Prezzo, un milione di euro. Un altro gioiello è una sontuosa dimora in stile coloniale sulla costa di Marsiglia. Prezzo, due milioni di euro. Più accessibili, invece, i fari della costa, trasformati in affascinanti abitazioni. Alcuni sono già stati venduti, fra i 200 e i 400 mila euro. Il settimanale L'Express, che ha fatto una ricerca sui gioielli di famiglia dello Stato, indica la metà delle succursali della Banca centrale, 81 edifici sparsi nel Paese, trasformabili in alberghi e uffici prestigiosi. Un solo edificio, sulla Croisette di Cannes, potrebbe valere più di 20 milioni di euro. Oltre alle succursali, la Banca di Francia intende cedere anche parte del patrimonio in affitto, come lo splendido edificio nel cuore di Parigi, in boulevard Saint Germain, che ospita un ente culturale, la Maison de l'Amérique Latine. Una parte importante dell'operazione riguarderà gli immobili carcerari, anche per razionalizzare un sistema spesso sotto accusa per mancanza di posti e condizioni di vivibilità. In Corsica, è già stata venduta per 420 mila euro la prigione Santa Clara a Bastia: un ex convento del 1500, trasformato in prigione dopo la Rivoluzione e destinato a diventare un albergo a cinque stelle con vista sul mare. Le cessioni interessano anche le Ferrovie, un altro rompicapo delle finanze pubbliche francesi, con deficit di bilancio che annebbiano la fama degli eccellenti servizi erogati. Si tratta di terreni, depositi, magazzini, case di riposo per dipendenti e immobili che costituiscono il secondo patrimonio dopo quello del ministero della Difesa. Nell'inventario, anche alberghi vicino alle stazioni di alcune città. Infine, in particolare a Parigi, si vuole cedere una parte di ospedali e centri di assistenza. Il ministero della Sanità ha previsto vendite per un valore di 170 milioni di euro. Si tratta di edifici storici, vetusti, incompatibili conle esigenze della medicina moderna. Fra questi il famoso Hotel-Dieu, nel cuore della capitale. Nell'inventario, si è scoperto che l'Ente per l'assistenza pubblica possiede anche un teatro famoso, il Mogador, cui sarebbe interessato il re del Marocco. In totale, ministeri ed enti statali hanno già ceduto 4.500 beni appartenenti allo Stato. Ma il mercato immobiliare, stando ai prezzi astronomici delle case, almeno a Parigi, non se n'è ancora accorto.