LA EX JACOVACCI Il piano più alto tolto di netto, un giardino che sia veramente tale e 150 posti auto privati in meno che da 500 passerebbero a 350. Si presenta così la terza rielaborazione del giardino Jacovacci, presentata nell'ultimo consiglio comunale, che la maggioranza guidata dal sindaco Arturo Cerulli va a trattare con la proprietà affinché scaturisca il progetto definitivo da portare in approvazione e sulla base del quale far partire al più presto i lavori. Ma bisogna stare attenti ad un particolare che lo stesso Cerulli sottolinea con forza. Nessuno della coalizione delle Voci della Libertà sta facendo salti di gioia nel cercare questo tipo di accordo. Anzi, il nulla osta a questo progetto, se davvero ci sarà, la maggioranza lo darà «obtorto collo», spinta dalla considerazione secondo la quale è meglio procedere secondo questi parametri che dare avvio a contenziosi legali con costi alti che ricadrebbero sulla comunità. E questa scelta del «male minore» non significa, per Cerulli un voltafaccia rispetto ai tempi in cui era all'opposizione. Anche perché, in oltre dieci anni, il progetto per lo Jacovacci alcune migliorìe le ha subite. Il tutto nell'ambito di una storia travagliata che ricostruisce il sindaco, dai tempi al suo posto sedeva Visconti. Allora le Voci, guardando i 500 box previsti, gridarono allo scempio e si associarono alla raccolta di firme contro l'ecomostro. Poi subentrò Alocci ed il progetto divenne meno invasivo al punto da ottenere l'approvazione del Collegio Ambientale, Soprintendenza, Regione e altri Enti: mancava solo firma del permesso a costruire e della convenzione tra Comune e proprietà. Per Cerulli tutti questi nulla osta rappresentano una «patata bollente», poiché non si può ignorare quanto è stato approvato da organi più in alto. E allora? Per non mandare tutto all'aria non restava che riconvocare la proprietà e sottoporgli nuove modifiche per salvaguardare l'area. Niente di eclatante, riconosce Cerulli, solo quanto basta per digerire (evitando il peggio), «un'opera che non ci esalta». E l'ipotesi, chiarisce ancora, è stata portata in consiglio al fine di capire quanto fosse condivisa dagli amministratori. Vista l'ampia maggioranza, contenta o no, l'attuale amministrazione, prosegue, «per dare il via libera alla proprietà di elaborare il nuovo progetto. Se la stessa proprietà ci seguirà (a parole è d'accordo) noi saremmo disponibili ad approvare il progetto ed a farlo nei tempi più corti possibili, sennò la parola andrà agli avvocati e... chi vivrà, vedrà». Sì, perché non è detto che si arrivi fino in fondo d'accordo, anche perché se non sta esultando il Comune, è facile che non vedano il piano senza entusiasmo anche i padroni dello Jacovacci. La prudenza quindi, non è mai troppa e, per questo, Cerulli invita ad attendere. «Quando e se il progetto sarà pronto e presentato, sarà allora nostra cura esporlo con dovizia di particolari».