Mostre e incontri per festeggiare l'anniversario della fondazione e un progetto di rilancio che costerà 52 milioni Piccole mostre, conferenze, grandi capolavori e soprattutto la previsione di un nuovo sistema di illuminazione che dia maggiore visibilità alle opere esposte, in attesa della Grande Brera, il progetto da 52 milioni di euro con cui il museo entro il 2015 raddoppierà e restaurerà i suoi spazi usando anche quelli dell'Accademia. Milano da così il via ai festeggiamenti per i duecento anni della Pinacoteca di Brera, uno dei punti fermi nei progetti del ministro della Cultura, Sandro Bondi: «Il nostro impegno è che Brera diventi un modello internazionale e non a caso quest'anno otterrà maggiori finanziamenti dallo Stato. Puntiamo a Brera per il Nord e nei prossimi anni ai Fori imperiali per il Centro e a Pompei per il Sud». Il ministro è intervenuto per inaugurare con il sindaco Letizia Moratti e il presidente dell'Associazione Amici di Brera, Piero Bassetti, la mostra "Caravaggio ospita Caravaggio", il primo dei tanti eventi in programma per il 2009 nelle sale napoleoniche della Pinacoteca. Il museo voluto da Bonaparte per i milanesi aprì i battenti il 15 agosto del 1809, in occasione del 40 compleanno dell'imperatore. La sede fu individuata nella chiesa trecentesca di Santa Maria, divisa in due sezioni verticali. La Pinacoteca di Brera nasceva con precise finalità didattiche per affiancare l'Accademia di Belle Arti fondata da Maria Teresa d'Austria nel 1776. Il clou dei festeggiamenti per il bicentenario è previsto proprio il 15 agosto con una grande festa nel cortile e l'apertura gratuita al pubblico delle sale. Il biglietto oggi costa 10 euro, ma con 20 si può acquistare un accesso alle collezioni per tutto il 2009. «Lo spirito delle celebrazioni è valorizzare le collezioni e far dialogare i capolavori della Pinacoteca anche con opere prestate» spiega Sandrina Bandera, soprintendente per i Beni storici e artistici di Milano e direttore del Museo. Bandera sottolinea in particolare il primo omaggio a uno dei capolavori di Brera: "La cena in Emmaus" di Caravaggio, del 1606. «Abbiamo voluto confrontarla con l'altra versione realizzata nel 1601 dall'artista e conservata alla National Gallery di Londra». Accanto ci sono anche "Il ragazzo con canestro di frutta", opera giovanile prestito della Galleria Borghese di Roma, e "Il concerto" del Metropolitan Museum di New York. «Le due versioni della Cena in Emmaus rappresentano il Cristo risorto» spiega Mina Gregori, una delle massime studiose dell'artista «È il doppio miracolo di Caravaggio, non solo Cristo è vivo, ma è anche in carne e ossa: è la realtà fisica di Cristo». Gregori spiega che Caravaggio «era un provocatore e ha voluto nascondere moltissimi simboli e contenuti segreti in due opere che sono espressione del suo realismo». Il calendario degli eventi proseguirà con la presentazione il 19 marzo dello "Sposalizio della Vergine" la tavola giovanile di Raffaello su cui il laboratorio di restauro di Brera sta lavorando, poi il 7 aprile l'attenzione sarà puntata sui "Paesaggi di Lombardia 1817-1822", mentre il 5 maggio il museo celebrerà Napoleone offrendo al pubblico il restauro del gesso realizzato da Antonio Canova in onore del fondatore della Pinacoteca. È molto attesa inoltre la mostra di ritratti e autoritratti dei pittori acquisiti da Giuseppe Bossi, in programma dall'11 giugno. Bossi fu uno dei primi segretari dell'Accademia, in carica dal 1801, ma soprattutto la mente illuminata che contribuì all'arricchimento delle collezioni, dallo "Sposalizio della Vergine" di Raffaello alla "Madonna col Bambino" di Giovanni Bellini e alla "Crocefissione" di Bramantino. I suoi eredi donarono a Brera anche lo straordinario "Cristo morto" del Mantegna. Infine il 15 ottobre saranno eccezionalmente riuniti nella mostra "I Crivelli che arrivarono a Brera" due polittici del pittore quattrocentesco requisiti nelle Marche dagli eserciti napoleonici nel 1811 e successivamente venduti.