Sequestrato dai vigili urbani il gazebo dello storico caffè napoletano Gambrinus per assenza del parere positivo della Soprintendenza e del permesso di costruzione. Lo storico locale di piazza Trieste e Trento è meta dei Capi di Stato in occasione delle visite in città. Intanto quasi conclusi i lavori di restauro del Teatro San Carlo che verrà riaperto anno il 25 gennaio per il «Peter Grimes» di Benjamin Britten. Sigilli al gazebo del Gambrinus. I Verdi: assurdo Manca il parere della soprintendenza. Blitz dei vigili urbani davanti al caffè storico Ha provocato un'ondata di proteste la decisione di sequestrare il gazebo del Gambrinus da parte degli uomini del generale Sementa NAPOLI Ci mancava anche questa! Una squadra di vigili urbani, in assetto di guerra in omaggio al nuovo stile del Corpo, ha fatto irruzione al «Gambrinus» poco dopo le dieci sequestrando i gazebo esterni del locale installati due anni fa. I motivi della decisione sono ancora tabù, la versione più gettonata rimanda ai ritardi del Comune nella gestione della pratica e della Soprintendenza che avrebbe rilevato difformità nella struttura. Mancherebbe un documento, a quanto è dato di sapere. La sindaca, in serata, si fa viva e promette «che, nel rispetto della legalità, si farà presto», ma le reazioni sono durissime: «È l'ennesima dimostrazione di quanta superficialità vi sia alla base delle attività dell'amministrazione comunale» dice Fabio Chiosi presidente della Circoscrizione Chiaia. «Riaprite subito tuona l'assessore provinciale dei verdi Borrelli non è possibile continuare ad infliggere colpi mortali alle imprese della città». I più duri sono i rappresentanti dell'Associazione «Verdecologista», Attanasio e Della Guardia: «E una vergogna, in tutte le città del mondo i gazebo vengono incentivati qui vengono chiusi e si continua a tacere sulle ville e sui palazzi abusivi che offendono l'immagine di Napoli». I clienti non credono ai loro occhi, ma continuano ad affollare il locale. I due gestori, Antonio e Arturo Sergio, sono in preda all'angoscia. «Facciamo di tutto per essere in regola», si limitano a commentare prima di lasciare il locale. Per la difesa si affidano all'avvocato Giovanni Fusco che ha poco da dire: «Ad una prima sommaria lettura dell'atto non sembrano esserci motivi di difformità, saremo più precisi nelle prossime ore. E' un fatto gravissimo». Il soprintendente Stefano Gizzi è in palese difficoltà. Si giustifica affermando che «le carte della pratica» le ha il funzionario di zona che rientrerà lunedì. «Posso solo dire che mi auguro che si arrivi presto ad una decisione, queste cose rappresentano un grave danno all'immagine di Napoli». Nella tarda mattinata, presso l'ufficio del vicesindaco Santangelo, si è svolta una riunione con i gestori di tutti i ristoranti del lungomare e di piazzetta Rodinò che hanno pronti 140 preavvisi di licenziamento. Nessun comunicato ufficiale, ma a quanto è dato di sapere l'ufficio del vicesindaco avrebbe auspicato che per il «Gambrinus» la procedura sia veloce. Ad horas è stato promesso, ma si fa fatica a crederlo. Un'altra indiscrezione filtrata da Palazzo San Giacomo avverte che la crisi si sarebbe aggravata dopo il trasferimento della direttrice dell'ufficio sviluppo economico e commerciale, Ida Vernì. C. F.