La prima sensazione di chi metterà piede nella platea del restaurato San Carlo il 25 gennaio per il «Peter Grimes» di Benjamin Britten sarà quella di una straordinaria luminosità. E non perchè agli stucchi in oro «meccato» si siano sostituiti gli argenti, né perché le poltrone rosse abbiano cambiato colore come pure qualcuno aveva ipotizzato richiamandosi alla tradizione del blu borbonico. Innovazioni troppo radicali e bocciate con un sorriso dal sovrintendente Nicola Spinosa, che nell'occasione ribadì il valore della memoria collettiva legata al rosso ottocentesco, da considerarsi quindi immodificabile. Ma piuttosto lo straordinario nuovo colpo d'occhio si deve al fatto che le pareti, un tempo ingiallite, hanno oggi riconquistato il candore che da solo sembra restituire luce all'ampia sala del teatro. Così come il nuovo parquet in rovere e la maggiore distanza fra una poltrona e l'altra, che pur restando i seicento posti originari e pur rispettando la stessa forma delle sedute precedenti, consentiranno un più agile movimento delle gambe. Ma uno dei fiori all'occhiello che il commissario Salvatore Nastasi, attuale Capo di Gabinetto del Ministero dei Beni Culturali, ci tiene a mostrare in questa prima giornata di vita normale del Massimo napoletano è quella della climatizzazione. «Sotto ogni sedia c'è una grata tonda, che consentirà il mantenimento di una temperatura adeguata sia in inverno che in estate, con immenso beneficio anche per la conservazione dei lavori di restauro. Ciò consentirà al teatro di vivere 365 giorni all'anno». Parola di Nastasi il cui mandato è scaduto il 31 dicembre. «Sono molto soddisfatto - spiega - del lavoro svolto, dopo un anno e mezzo di commissariamento. Il restauro iniziato in agosto è stati ultimato nei tempi previsti, e anche i conti sono a posto: pareggio del bilancio per gli anni 2008 e 2009 e rateizzazione in cinque anni per i debiti Empals di 16 milioni». Un biglietto da visita da consegnare alle autorità che il 7 febbraio parteciperanno al gala di riapertura con il concerto di Riccardo Muti che presenterà un repertorio mozartiano e napoletano. «Ci saranno - prosegue Nastasi - il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il ministro Sandro Bondi, il sottosegretario Gianni Letta e il responsabile della Protezione civile Guido Bertolaso. Il mio futuro? Resto al mio posto fino a quando i soci del teatro, Comune in testa, non mi comunicheranno il nome del nuovo sovrintendente. In ogni caso lascerò il teatro più bello del mondo, dopo questo restauro superiore alla stessa Scala». Merito anche del responsabile del progetto Elisabetta Fabbri. «Fra le novità spiega l'architetto - il pubblico troverà un nuovo disegno dei tessuti, quelli delle sedie rosse dei palchi e quello dei parati dell'antipalco reale in giallo. Si tratta delle foglie di quercia suggerite da Spinosa e realizzate da Antonio Niccolini a inizio '800, oggi conservate a Capodimonte». Ma anche il nuovo foyer che si aprirà all'ingresso centrale con il pavimento in breccia campana e la copertura della sala prove esterna, su cui sarà montata la scultura di Mimmo Paladino, una montagna in pietra lavica su cui si staglierà un cavallo.