Dobbiamo essere grati a Waldemaro Morgese - dirigente della Regione Puglia, docente nell'università di Bari e animatore di tante iniziative culturali - di aver raccolto e pubblicato alcuni suoi saggi e articoli pensati e scritti negli ultimi trent'anni. E lo dobbiamo soprattutto per due motivi: il primo perché ci ricorda che in questa regione è esistito un dibattito che ha coinvolto non solo le forze culturali presenti nella società ma anche tanti esponenti del mondo istituzionale. E' accaduto sino a pochi anni fa, ma sembra di vivere ora in un altro pianeta. Il secondo motivo riguarda il valore e la perspicacia di tante discussioni e intuizioni che hanno accompagnato, anche qui, la nostra vicenda nazionale. Le argomentazioni di Morgese sembrano spaziare su tematiche varie (dal decentramento alla qualificazione della spesa, dall'innovazione nell'amministrazione al controllo di gestione, dalle nuove funzioni delle biblioteche ai connessi problemi della multiculturalità) ma che ruotano tutte su un problema di grandissima attualità, indirettamente esploso in queste settimane: la questione dell'autonomia dell'azione amministrativa negli enti periferici e la qualità dei controlli che essa deve mettere in atto. Nonostante le novità introdotte negli ultimi anni non sembra proprio che sia stato risolto quel delicato passaggio da un'amministrazione intesa come braccio esecutivo del potere politico ad un'altra caratterizzata dal possesso di competenze, parametri valutativi, sistemi di cooperazione, tale da superare finalmente quegli approcci giuridicizzanti dell'azione amministrativa che altro non sono che le conseguenze della prima impostazione e dei tradizionali assunti weberiani. Non possiamo qui seguire analiticamente le acute osservazioni dell'autore, frutto di riflessioni sul campo, che hanno al centro un nodo: come introdurre nelle «aziende pubbliche non-imprese» logiche imprenditive che non rendano però inconciliabili le funzioni politiche rappresentative con gli scopi misurabili pragmaticamente degli operatori tecnici (management), i fini dell'efficienza con quelli dell'equità. Un ideale assai caro ad un dirigente ancorato a quelle idee di cultura diffusa e di bene comune che in questi anni sembrano aver perduto il loro valore orientativo. ............................................................ Waldemaro MORGESE, «Pubblica Amministrazione e bene comune. 30 anni di idee», Edizioni dal Sud, Bari 2008
PUGLIA - Le riflessioni dall'interno di Morgese
Waldemaro Morgese, dirigente della Regione Puglia, docente e animatore culturale, ha pubblicato un libro che racchiude i suoi saggi e articoli scritti negli ultimi trent'anni. Il libro affronta tematiche come il decentramento, la qualificazione della spesa, l'innovazione nell'amministrazione e il controllo di gestione, con un focus sulla questione dell'autonomia dell'azione amministrativa negli enti periferici e sulla qualità dei controlli. Morgese sostiene che l'amministrazione pubblica dovrebbe essere caratterizzata da competenze, parametri valutativi e sistemi di cooperazione per superare gli approcci giuridicizzanti e introdurre logiche imprenditive.
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Bene culturale
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