Petruzzelli, parla il presidente della Regione Vendola: «Il ministro deve porre la questione all'Esecutivo» «Qando decidemmo il finanziamento lo facemmo nell'interesse dei pugliesi, non certo della famiglia Messeni Nemagna» Per la vicenda Petruzzelli «le vie d'uscita esistono ». Il presidente della Regione, Nichi Vendola, dopo l'inasprimento delle posizioni fra il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi e la sua assessora alla Attività culturali, Silvia Godelli, ha voluto ammordibire i toni, ma non la sostanza in una nota diffusa ieri. «Chiediamo al ministro di porre la questione sul tavolo del Governo, per ottenere che intanto "torni a casa" almeno una piccola fetta delle risorse finanziarie ingiustamente sottratte alla Puglia; oppure che il ministro stesso decida di applicare al Petruzzelli le norme del Codice Urbani per i Beni culturali, e garantisca con le modalità ivi previste la fruibilità pubblica di un teatro la cui ricostruzione é stata pagata esclusivamente dalle tasche dei cittadini: quando in Puglia decidemmo il finanziamento della ricostruzione del teatro lo facemmo nell'interesse dei pugliesi, non certo della famiglia Messeni Nemagna. E non abbiamo cambiato idea». Il governatore, come è suo costume, usa toni più suadenti nella forma, ma nel merito sembra ribadire la posizione già assunta dell'assessora Godelli spiegandone, però, pacatamente le ragioni. E, nel contempo, toglie ogni speranza al sindaco di Bari, Michele Emiliano, che aveva invitato la Regione a sborsare quanto previsto per il completamento dei lavori di ricostruzione. La fetta di risorse che il presidente della Regione chiede che in parte "tornino a casa" sono quelle dei Fas (Fondi per le aree sottoutilizzate) sottratte dal Governo alle Regioni del Sud per ragioni di bilancio e destinate invece allo sviluppo delle aree più svantaggiate. Scrive Vendola: «Non é certo la Regione ad aver cambiato posizione nel corso dell'ultimo anno, ma il Governo nazionale. Lo abbiamo detto e ripetuto molte volte, e in tutte le sedi istituzionali: le politiche del Governo e del ministro Tremonti nei confronti del Mezzogiorno, con i tagli feroci e ingiustificati ai fondi Fas e la loro massiccia ridestinazione ad altre aree del Paese, stanno producendo tanti effetti disastrosi ed oggi rischiano di impedire il completamento definitivo della ricostruzione del "nostro" teatro, fabbrica di cultura e simbolo collettivo di civiltà e di progresso». Pienamente d'accordo, si dice Vendola, con il ministro Bondi «quando afferma che il destino del teatro Petruzzelli, la sua restituzione alla cultura e alle comunità, dipende anche dai 13 milioni di euro che ancora mancano per pagare i costi della ricostruzione. Una ricostruzione rapidissima, grazie all'impegno dei tre enti territoriali della Puglia, compiutasi in soli due anni dopo ben quindici lunghissimi di stasi assoluta, con una straordinaria valorizzazione e qualificazione architettonica, tecnologica ed artistica. Ma se ora questi soldi mancano, se la Regione Puglia, dopo aver già abbondantemente contribuito ai costi della ricostruzione, oggi non dispone di ulteriori risorse, questa é questione che ha ben altre cause, che riguarda tutti, e da cui il Governo del Paese non può certo chiamarsi fuori». Per queste ragioni fin qui elencate, Vendola si dice certo di poter contare sulla disponibilità e sulla volontà positiva del ministro. «Egli ha dimostrato sensibilità e lungimiranza nell'assegnare le chiavi alla Fondazione lirico sinfonica perchè si possa riaprire il Petruzzelli dal prossimo 1 febbraio, ora confidiamo nella possibilità che, con il suo impegno diretto, anche gli altri problemi ad oggi non affrontati né risolti trovino un esito favorevole, una soluzione definitiva». Un ultimo appello allo Stato perchè non richieda ulteriori sacrifici alla Puglia. Il ministro, però, l'altro giorno è stato chiaro e ha risposto picche in ragione del fatto che nel 2008 le risorse sono rimaste inalterate per la Puglia (il prelievo del Governo per i Fas interessa il triennio 2009-2011). L'ulteriore appello di Vendola, però, e i toni rispettosi potrebbero convincere il ministro Bondi, pur in tempi di crisi, a superare anche quest'ultimo ostacolo per il bene della città attingendo le ultime risorse necessarie dalle casse statali. Il vero osso duro, però, resta il ministro Tremonti. Lorena Saracino