Incontro a Roma con il ministro Bondi e i proprietari La soddisfazione di Emiliano: chiusa una vicenda durata sin troppo Il commissario governativo Balducci potrà concordare la data della consegna delle chiavi dello stabile «Due statue hanno cambiato parrucchiere», dice Michele Costantino, facendo il confronto con le foto d'epoca che immortalano il vecchio Petruzzelli. E Ascanio Amenduni: «Non c'è la scala anticendio, non si potranno fare più i matrimoni». Si sono attaccati davvero a tutto gli avvocati della famiglia (il primo di Vittoria Messeni Nemagna, proprietaria del 25 dello stabile, il secondo degli altri familiari) pur di condizionare la consegna delle chiavi del teatro alla Fondazione. Ma il ministro ai Beni culturali è stato netto, sia all'inizio della riunione - svoltasi per un paio d'ore nella biblioteca del dicastero - sia alla fine: «Il teatro anche sotto l'aspetto amministrativo sarà pronto entro il 31 gennaio. Il primo febbraio il commissario governativo Angelo Balducci potrà concordare con la Fondazione la data della consegna delle chiavi dello stabile, in base al protocollo del 2002». Poi l'auspicio che si evitino ulteriori contenziosi legali. Il Petruzzelli si può dire che sia nelle mani della Fondazione? Bisognerà attendere il 1 febbraio, ma tutto lascia pensare che sarà così, che non ci saranno problemi. Perchè ha spiegato l'assessore regionale Silvia Godelli - se non tornerà pubblicamente fruibile il ministero sarà costretto ad espropriarlo in base al codice dei Beni culturali emanato dall'ex ministro Giuliano Urbani. Tradotto: se la famiglia volesse resistere al corso della storia, alle norme stabilite dal protocollo del 2002 firmato da lei stessa e dagli enti territoriali, impugnandolo e se ottenesse dal magistrato un responso favorevole ebbene la sorte del Petruzzelli sarebbe segnata, perché il ministero sarebbe costretto ad espropriarlo. Per questo tutto fa pensare che il 1 febbraio si potrà mettere la parola fine a questa vicenda. Il sindaco e presidente della Fondazione Michele Emiliano, uscendo dal ministero, ieri si è lasciato andare ad un sospiro: «Si conclude una vicenda durata sin troppo. Tengo a precisare che questa consegna avviene senza che sia mutata in nulla la situazione giuridica sin qui maturata. Non aggiungo altro commento, mi vien da dire che tutto è bene ciò che finisce bene». Talmente bene - è l'opinione di Onofrio Sisto, vicepresidente della Provincia, a Roma con il capo di gabinetto Rocco Pignataro - che il ministero ha addirittura anticipato la consegna delle chiavi. «Al termine della precedente riunione Bondi aveva detto che la data fatidica sarebbe stata quella del 1 marzo. La decisione di anticipare - è l'ipotesi - sarà dipesa dalla volontà di non doversi accollare gli oneri di custodia, manutenzione, assicurazione per un teatro i cui lavori di rifinitura sono terminati il 9 di questo mese». Per questo motivo il capo di gabinetto ministeriale, Salvatore Nastasi, è stato netto con gli avvocati della famiglia. Ha ricordato, infatti, che il protocollo è pienamente operante e quindi le chiavi dal commissario devono essere consegnate direttamente alla Fondazione, senza previa autorizzazione della famiglia (come richiesto da Amenduni). E quindi ha tirato fuori l'asso dalla manica, ha "sventolato" il codice Urbani che disciplina le opere di pubblica fruizione, vincolate dalla legge del 1939, tanto più valida in questo caso, dato che il Petruzzelli è stato ricostruito con fondi pubblici e si è rivolto in particolare ad Amenduni. Mentre Costantino ad un certo punto ha sottolineato che prioritaria è la restituzione del teatro, il rappresentante legale del 75 della proprietà ha provato ad ancorare la consegna dello stabile alla risoluzione dei contenziosi aperti (assunzione degli obblighi economici da parte della Fondazione oltre che degli enti territoriali; garanzia che gli enti pubblici si accollino eventuali richieste statali di restituzione dei fondi pubblici erogati per la ricostruzione; consegna dei locali contestualmente a quella del teatro), ma Bondi è stato lapidario: «Discutiamo tutto, va bene tutto, ma il 1 febbraio il commissario consegnerà le chiavi alla Fondazione». E' stato Emiliano a mediare, quando ha affermato di non escludere - dopo l'acquisizione del teatro - la possibile apertura di un «tavolo» per sottoscrivere una nuova intesa di tipo economico tra le parti (naturalmente con la mediazione del ministro Bondi), ma questo è un passo successivo. Insomma, come ha detto Sisto, «meglio di così non poteva andare».
ROMA Ecco le chiavi del teatro Da febbraio alla Fondazione
Il ministro dei Beni culturali, Stefano Bondi, ha incontrato i proprietari del teatro Petruzzelli a Roma e ha concordato con loro che il commissario governativo Angelo Balducci potrà consegnare le chiavi dello stabile alla Fondazione entro il 1 febbraio. La famiglia del proprietario è stata critica, ma Bondi ha affermato che il protocollo del 2002 è pienamente operante e che le chiavi devono essere consegnate direttamente alla Fondazione. Il sindaco di Roma, Michele Emiliano, ha espresso soddisfazione per la conclusione della vicenda, che è durata troppo.
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