La gara Non sarà gestito dalla Fondazione Petruzzelli, ma da un consorzio Niente da fare: il teatro Piccinni non sarà gestito dalla fondazione Petruzzelli. Almeno non per il prossimo mese. E questo, soprattutto se la situazione del Petruzzelli si avvia davvero a soluzione, potrebbe anticiparne la chiusura per lavori. Ieri la gara (una forma breve con invito rivolto a sette soggetti indetta dall'assessorato comunale alla Cultura) si è conclusa con l'affidamento dei servizi teatrali alla Centrale dell'arte, consorzio di operatori nel settore. L'offerta della fondazione, irritualmente a 0 euro, è stata considerata irricevibile. Oggi la decisione della commissione sarà formalizzata. Si è deciso di procedere con una gara appena un mese fa. Cioè dopo che il Consiglio di Stato, a novembre, aveva accolto il ricorso di un altro gestore, la Coopta, che riteneva illegittimo l'affidamento diretto del Comune alla fondazione Petruzzelli. «E' illegittima scriveva il giudice - la deliberazione del Comune che ha affidato in house alla fondazione Petruzzelli l'utilizzo gratuito del teatro e la gestione dei servizi teatrali per tre anni, per mancanza dei requisiti legittimanti l'affidamento diretto». L'illegittimità discendeva dall'autonomia del consiglio di amministrazione che gestisce la fondazione senza «rispondere a coloro che li hanno designati » e dall'esclusione che la fondazione sia un soggetto senza fini di lucro, che quindi può ricevere direttamente la gestione. Così, visto l'annullamento dell'affidamento triennale, è stato necessario bandire una gara. Sette sono stati i soggetti invitati a presentare offerte al massimo ribasso, tre quelli che hanno risposto. Alla fine, con un'offerta di 540 euro, si è aggiudicata il servizio la Centrale dell'arte. Ma il funzionamento del Piccinni è provvisorio. Da dieci anni è il sindaco ad autorizzare l'apertura al pubblico in deroga alle norme di sicurezza cui la struttura non è adeguata. Recentemente però, a dicembre, il comandante dei vigili del fuoco ha depositato in procura una relazione con la quale mette in chiaro che il Piccinni non è sicuro e che ulteriori deroghe non hanno il parere favorevole dei vigili. E il sindaco ha avvertito di non volersi esporre al rischio di provvedimenti contro di lui, continuando a disporre la deroga. Insomma, in teoria l'attività nel Piccinni è programmata fino a giugno, quindi il sindaco dovrebbe continuare ad autorizzarne l'uso mese per mese. Ma ha già detto che quando potrà riaprire il Petruzzelli, e quindi l'attività teatrale potrà essere trasferita lì, chiuderà il piccolo teatro comunale per consentirne i lavori di messa in sicurezza. Ora la fondazione non può neppure organizzare in quel teatro la sua attività. Le buone notizie sul Petruzzelli, se non ci saranno novità, allontanano lo spettro che la fondazione, privata sia del teatro al quale è collegata fin dal nome, sia di quello comunale, insceni una protesta clamorosa. Se il Petruzzelli riaprirà, l'attività lirico sinfonica riprenderà nella sua «casa» ideale. E forse per il Piccinni partiranno i lavori da almeno 12 milioni di euro necessari. Adriana Logroscino
BARI Il Piccinni alla Centrale dell'arte
La gara per la gestione dei servizi teatrali al teatro Piccinni si è conclusa con l'affidamento dei servizi alla Centrale dell'arte, consorzio di operatori nel settore, con un'offerta di 540 euro. La gara era stata indetta dopo che il Consiglio di Stato aveva annullato l'affidamento diretto del Comune alla fondazione Petruzzelli, considerata illegittima. Il funzionamento del Piccinni è provvisorio e dipende dalla disponibilità del sindaco a autorizzare la deroga alle norme di sicurezza. La fondazione Petruzzelli non può organizzare la sua attività nel teatro comunale.
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