I sorprendenti risultati del sondaggio-inchiesta su quanto è avvenuto in Italia e nel mondo nel campo della progettazione e della costruzione nel 2008 Anche quest'anno il numero di gennaio de «Il Giornale dell'Architettura» pubblica un sondaggio che fa il punto su quanto è avvenuto in Italia e nel mondo nell'architettura. Dallo stesso titolo dell'inchiesta, «Il meglio e il peggio del 2008», si capisce che l'indagine vuole appurare attraverso il questionario le più riuscite opere realizzate dai grandi architetti nel mondo mettendole a confronto anche con gli insuccessi, non rari in questo campo. E anche se il tema centrale è l'architettura, vengono giudicati non solo i progettisti ma anche le istituzioni pubbliche e private, le manifestazione e le mostre internazionali. Dai risultati, tuttavia, si apprende che i profeti dell'architettura contemporanea, che con un neologismo si definiscono oggi «archistar», spesso falliscono realizzando opere che la critica e il pubblico non apprezzano. A sei esperti di fama internazionale, titolari di cattedre universitarie, critici e storici dell'architettura, sono state rivolte dal «Giornale dell'Architettura» brevi domande sulle più importanti realizzazioni architettoniche nel mondo. Leggendo le sintetiche risposte si apprende delle bocciature senza appello di Daniel Libeskind, progettista delle nuove Torri gemelle, a New York, e della Biennale Architettura di Venezia. Sulla «Columbia Academy of Sciences» di Renzo Piano, da poco inaugurata a San Francisco, esprimono invece un giudizio positivo il professor Irace e il critico Luigi Prestinenza Puglisi. Neppure Achille Bonito Oliva si salva dal tagliente parere di Marco De Michelis, docente alla Columbia University di New York, «per le sue critiche preventive alla mostra Italics». Fulvio Irace, docente al Politecnico di Milano e Direttore per l'Architettura alla Triennale, critica «il direttore del Museo Archeologico di Paestum perché ha inserito un percorso per disabili in travertino che lambisce i templi». Della pista che deturpa i Templi Dorici, a Paestum, ha scritto il nostro giornale nell'agosto scorso e, oggi, possiamo solo dire che la nuova Soprintendente di Salerno, Marialuisa Nava, si è impegnata a ripristinare lo stato dei luoghi nell'area archeologica. Arriviamo così a Napoli. Il professor Luca Molinari, docente di Storia dell'Architettura all'Università di Napoli Aversa, disapprova «la Regione Campania per l'emergenza ambientale non risolta» e non apprezza il Vulcano Buono, a Nola, di Renzo Piano. Nel complesso da questi spietati giudizi non si salvano neppure Zaha Hadid, impegnata a Salerno e Afragola, per il suo padiglione itinerante «Mobile Art», né il ministro Sandro Bondi e neppure il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi, che a parere del critico Luigi Prestinenza Puglisi «ripropone il restauro dov'era e com'era». Mentre per il restauro del «Neues Museum» di Berlino, Edwin Heathcole del «Financial Times» apprezza il lavoro di David Chipperfield, sullo stesso autore, impegnato da anni a Salerno nella realizzazione della Cittadella Giudiziaria, invece non si esprime, poiché ancora una volta i lavori sono sospesi e non si sa quando riprenderanno. Si salvano invece il restauro della Punta della Dogana a Venezia, di Tadao Ando, il nuovo edificio dell'Università Bocconi a Milano, l'architetto Italo Rota per i suoi progetti a Palermo, i festeggiamenti per 101 anni di Niemeyer e la fondazione Guggenheim di Venezia, «gestita come se fosse un'istituzione pubblica». Buono o cattivo? Il «Vulcano Buono» di Renzo Piano a Nola, negativamente criticato sul «Giornale dell'Architettura». A fianco: la pista in travertino che deturpa i Templi Dorici negli scavi archeologici di Paestum (Fotografie di Ugo Di Pace) Zaha e Abo