Brescia La riqualificazione del centro storico: dopo le panchine degli immigrati, via la tettoia del suk Il sindaco: tre piani di cristalli e acciaio, biblioteca e sale di lettura «Sarà una lampadina accesa fino a notte fonda per allontanare i malintenzionati», dice il sindaco Paroli Mario Labolani, assessore ai Lavori pubblici del comune di Brescia, l'aveva ribattezzata «piazza Kabul», pensando agli extracomunitari che erano soliti ritrovarsi intorno alle panchine (tolte questa estate per «riqualificare la zona »). Oggi il sindaco Adriano Paroli pensa a largo Formentone e a piazza Rovetta come al salotto degli studenti. E l'idea del primo cittadino diventerà presto realtà, con la pensilina degli ambulanti trasformata in un gigantesco cubo di vetro che ospiterà un centro polivalente destinato a biblioteca e sale lettura. «Sarà una lampadina accesa fino a notte fonda per allontanare i malintenzionati dalla piazza sottolinea Paroli guardando orgoglioso il progetto . Da tempo i residenti ci chiedevano un intervento mirato a contrastare la criminalità. Il cubo è la risposta dell'amministrazione ». Come dire che piazza Kabul non esisterà più neppure nei pensieri dell'assessore ai Lavori pubblici, che cinque mesi fa aveva sfrattato gli extracomunitari facendo rimuovere le panchine della discordia. «Lo rifarei ancora dice convinto Labolani . Piazza Rovetta e largo Formentone sono attigui alla Loggia. Fino a qualche mese fa l'intera zona era impraticabile: troppi malintenzionati, con gli spacciatori che la facevano da padroni. Il cubo, invece, darà occasione di vivere diversamente il centro storico assecondando le richieste degli universitari che da tempo chiedevano aree attrezzate dove poter studiare e lavorare anche la sera». La struttura di tre piani, realizzata in acciaio e vetro dagli architetti Marina Lorusso e Gianluigi Barucco, costerà 800 mila euro. Ma il progetto fa storcere il naso a Italia Nostra. «Ci eravamo già opposti alla costruzione della pensilina e altrettanto faremo con il cubo dice Rossana Bettinelli, vicepresidente nazionale di Italia Nostra . Il centro non si tocca. Non si è possibile riempire le piazze con strutture incompatibili con il contesto e con gli edifici storici. Mi chiedo cosa ne pensa la Soprintendenza. Se vogliono riempire gli spazi lo facciano in periferia, dove c'è più necessità di servizi e di qualità architettonica». Critiche che non sembrano toccare la giunta di centrodestra, intenzionata a portare a termine il progetto entro un anno. E Paroli taglia corto rilanciando: «Il centro ha bisogno di queste opere per ritrovare nuovo slancio. La struttura sarà al servizio dell'università e dei suoi studenti, ma i benefici saranno per tutto il quartiere per troppo tempo abbandonato a se stesso». Aspettando il cubo, gli stranieri rimangono lontani da «piazza Kabul» dandosi appuntamento sui gradini della vicina piazza Vittoria. «Non ci sono panchine, ma almeno qui possiamo parlare senza paura di essere allontanati» commenta un giovane senegalese. Giuseppe Spatola