«Caravaggio farà rinascere Brera». Il ministro Bondi in visita a Milano. Milano e la cultura. Note liete. E altre stonate: «Per la Pinacoteca mancano 66 milioni». La mostra Aperta la gara per il restauro del museo. La soprintendente: sui fondi c'è l'impegno del ministero «Con Caravaggio rinasce Brera» Pinacoteca, mancano 66 milioni Bondi: Milano capitale della cultura. La Moratti: il progetto prende forma L'allestimento nella sala del '500 lombardo: quadri da Londra, New York e Roma. Un capolavoro di casa torna in vetrina Brera «è una priorità» e la Pinacoteca «sarà un modello internazionale ». A destra, la soprintendente Sandrina Bandera sorride. Ma non basta. «Milano sta diventando capitale europea della cultura» e «il successo di Caravaggio dimostra che c'è fame di cultura». A sinistra, sorride Letizia Moratti. Le promesse e le lodi del ministro Sandro Bondi hanno tenuto a battesimo ieri sera la mostra «Caravaggio ospita Caravaggio». «Parte il rilancio della Pinacoteca», assicura Bondi, e lo fa con Caravaggio, nell'anno del bicentenario e del via al raddoppio delle sale. Il progetto «sta prendendo forma», dice il sindaco, e «renderà fruibili molte opere non esposte». Non che quelle ai muri siano granché conosciute, però. La Moratti cita il Cristo Morto («Il più bel Mantegna è qui») e la Cena in Emmaus di Caravaggio («Pochi sanno che è a Milano»). Bondi condivide: «I musei vanno aperti, avvicinati alla gente, resi vivi». Tre quadri arrivati da Londra, New York e Roma. Una Cena in Emmaus, il Concerto e il Ragazzo con canestro di frutta. Un capolavoro di casa rimesso in vetrina (l'altra Cena). Allestimento sobrio, nella sala XV, quella del Cinquecento lombardo. La vernice centinaia di invitati e tra gli ospiti anche Andrée Ruth Shammah e Flavio Caroli, Vittorio Sgarbi e Daria Bignardi è stata l'occasione per fare il punto sul futuro di Brera. Nel 2009 è previsto il trasferimento dell'Accademia nella caserma di via Mascheroni liberata dalla Difesa e il trasloco consentirà al museo di allargarsi nella sede storica. Il bando di gara è stato aperto sei giorni fa e sono già state presentate le prime proposte per il restyling. Il problema, però, sono i fondi: per il raddoppio servono 54 milioni di euro e «al momento non ci sono», osserva la soprintendente Bandera. Con i 12 milioni necessari al restauro di Palazzo Citterio fanno 66. Da trovare. Soldi pubblici e probabilmente anche privati. Bondi è fiducioso: «Brera otterrà quest'anno i maggiori finanziamenti dallo Stato previsti per tutti i musei». Il sindaco pure: «Il ministro mostra grande attenzione per Milano». Ponteggi. Tubi. Teli. La vecchia Brera è già un cantiere. Nel cortile d'onore procedono gli interventi di consolidamento e recupero dei colori originali e delle incisioni: i lavori saranno chiusi a giugno. Dentro, le sale sono state tinteggiate ed entro l'anno sarà installato il nuovo sistema di illuminazione finanziato dal Comune con 250 mila euro (luce diffusa, niente flash sui singoli quadri, si stanno facendo le prove nella sala XXII). Non solo: nel 2009 saranno sostituiti i cartellini sotto i dipinti e parleranno meglio l'inglese pure i custodi, al termine dei corsi d'aggiornamento che stanno seguendo. Si entra a gruppi, nella sala allestita per Caravaggio. La coda è lunga. Dopo il «grande successo » della Conversione di Saulo a Palazzo Marino, dice Bondi, «questa mostra rappresenta un grande avvenimento per Milano ». Il primo. Ché «con il sindaco stiamo pensando di esporre, durante il periodo pasquale, il Crocifisso attribuito a Michelangelo accanto alla Pietà Rondanini. Il nostro obiettivo è di portare le opere dei musei più vicino alla gente, perché tutti possano innamorarsene». La Moratti, intanto, s'è già innamorata della Cena in Emmaus milanese: «È straordinaria, più bella di quella di Londra». Ma ha anche una passione per la collezione Terruzzi sul '700, il sindaco. E la vorrebbe a Milano: «Il piano nobile di Palazzo Citterio è la cornice ideale per quelle opere ». Andranno lì? «I contatti sono in corso». Peccato che Palazzo Citterio, il palazzo che sta di fronte alla Pinacoteca, sia uno scheletro vuoto, senza porte, infissi e termosifoni, e servano almeno 12 milioni per trasformare sei piani anonimi in un museo. La soprintendente Bandera ci spera: «C'è molta attenzione da parte del ministero». Brera la priorità. Il modello. Si vedrà.