Eventi L'esposizione dedicata al Merisi apre le celebrazioni dei 200 anni della Pinacoteca. Oggi l'inaugurazione con la Moratti e Bondi Tutto è pronto. I festeggiamenti per i duecento anni della Pinacoteca di Brera cominciano senza il botto (tre quadri di Caravaggio convocati da Londra, New York e Roma per la mostra d'esordio non ne fanno un evento competitivo in confronto all'offerta degli altri grandi musei europei), ma almeno iniziano puntuali rispetto alle ventennali promesse mancate dell'ammodernamento della «grande Brera». Sarà perché da Milano ci si aspetta sempre molto, ma non si riesce a capire perché, per esempio, la città abbia appena prestato al Louvre quattro opere di Mantegna (citiamo a memoria) e non abbia ricevuto in cambio un Caravaggio per questa occasione. Così come è incomprensibile che la «Cestina» del Caravaggio, pur vincolata alla Pinacoteca Ambrosiana, non abbia potuto spostarsi di un chilometro e raggiungere Brera. Che dire poi del Narciso esposto a Palazzo Reale per la mostra «Acqua » o della Conversione di Saulo appena esibita in sprezzante solitudine a Palazzo Marino? Perché la città non è riuscita a raccogliere queste opere per sostenere l'anniversario del proprio gioiello cittadino, ovvero Brera? Il quadro più bello Ma torniamo alla mostra: il quadro più bello è proprio la «Cena in Emmaus» entrata nella nostra Pinacoteca nel 1939 grazie agli Amici di Brera che l'acquistarono presso la famiglia Patrizi nella cui collezione si trovava fin dal 1624. È la tela più drammatica, eseguita a 35 anni subito dopo la fuga da Roma dove il pittore era stato condannato a morte per l'omicidio di Ranuccio Tommasoni, nel 1606. Braccato nei dintorni di Roma, Caravaggio dipinge un antro buio, povero e sporco. Cristo siede a tavola con due commensali simili ai mendicanti che il papa Clemente VIII spediva nell'ospedale-carcere della Trinità dei Pellegrini perché indecorosi. Due vecchi cenciosi servono la misera cena e Caravaggio fa dunque dei poveri i veri testimoni e destinatari della Redenzione. A Roma questi quadri facevano scandalo, ma Caravaggio veniva dalla tradizione della chiesa lombarda, di quel San Carlo Borromeo che aveva dato tutto ai poveri, tradizione ancora oggi viva nella predicazione del cardinale Tettamanzi che ha destinato un fondo ai bisognosi. La «Cena in Emmaus» di Londra fu invece eseguita all'età di 30 anni. È un'opera «baldanzosa» dove l'artista fa sfoggio di bravura nell'uso dei colori (molto accesi, alla veneta) e dell'inganno prospettico con la cesta di frutta in bilico sulla tavola, il discepolo a destra che spalanca le braccia misurando la profondità ottica dello spazio e quello a sinistra che «buca» la tela con il gomito. Il Cristo qui è glabro, giovane e androgino, come quello di Leonardo nell'Ultima Cena. L'autoritratto nascosto Nella sequenza temporale a ritroso, arriva poi «Il Concerto», uno dei primi quadri eseguiti per il cardinal Del Monte, il protettore che consentì al pittore di uscire dalla povertà e per il quale Caravaggio (autoritrattosi nel giovane dietro quello che suona il liuto) eseguì molti dipinti di atmosfera omoerotica. Infine, il «Ragazzo con canestro di frutta» fu dipinto a circa 21 anni, quando l'artista, appena giunto a Roma da Milano, versava nella povertà più nera. Fu con questi quadri sensuali, mai visti prima a Roma, che Caravaggio attirò l'attenzione del Del Monte il quale lo portò a vivere con sé nel suo Palazzo Madama e gli consentì così di cominciare una grande carriera.
MILANO - Caravaggio per Brera. Guida ai quattro capolavori tra cui La Cena da Londra
La Pinacoteca di Brera celebra i 200 anni della sua fondazione con un'inaugurazione. La mostra d'esordio, convocata da Londra, New York e Roma, presenta opere di Caravaggio, tra cui la Cena in Emmaus, dipinta a 35 anni subito dopo la fuga da Roma. La tela è considerata la più drammatica e drammatica del pittore, che dipinge un antro buio e povero. La Cena in Emmaus di Londra, invece, è un'opera baldanzosa con sfoggio di bravura nell'uso dei colori e dell'inganno prospettico. La mostra presenta anche opere di Caravaggio dipinte per il cardinal Del Monte, tra cui il Concerto e il Ragazzo con canestro di frutta.
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