Le fitte piogge di questi giorni hanno fatto allagare l'antica chiesa di Sant'Anna al Porto, nel cuore di Salerno. Dagli attigui locali disabitati una cospicua massa d'acqua si è riversata nella sagrestia, tanto da impedire al priore, monsignor Claudio Raimondo, di celebrare la messa. È lo stesso monsignor Raimondo a spiegare la dinamica: «Sul lato destro della chiesa, guardando la facciata, c'è un locale che appartiene ad un privato. È un vano vuoto e disabitato. Dallo stesso abbiamo registrato una forte infiltrazione d'acqua ai nostri danni, che ha compromesso appunto l'agibilità della sagrestia». Non altrettanto si può dire della chiesa del suo complesso, che rimane aperta al pubblico. I vigili del fuoco, prontamente accorsi sul posto, hanno però consigliato l'effettuazione di indagini sulla staticità degli edifici che si appoggiano a Sant'Anna, costruzioni di proprietà della Provincia di Salerno. L'episodio rappresenta un'altra tegola caduta sul già precario equilibrio dell'intera struttura sacra, da sempre punto di riferimento dei lavoratori del mare ed icona della salernitanità nelle antiche stampe della città (un tempo Santa Maria di Porto Salvo). Sant'Anna ha bisogno infatti di urgenti restauri. Negli anni addietro, su invito dell'assessore Gianfranco Valiante, fu chiamato ad intervenire l'allora ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli. La cifra stimata per la realizzazione degli indifferibili lavori è di circa un milione di euro. «Spero che qualcosa si muova - prosegue monsignor Raimondo - perché non è possibile che un monumento simbolo come questo versi in tali condizioni di degrado strutturale. La chiesa sorge su una falda acquifera. Gli antichi avevano realizzato un locale ipogeo che doveva far defluire l'acqua senza creare danni e per scongiurare infiltrazioni. Malauguratamente durante i lavori post-terremoto tale ambiente è stato riempito di detriti e materiali di risulta. Le infiltrazioni ora sono ovunque con gravi danni per gli ambienti monumentali». Oltre a statue e dipinti antichi, la chiesa è impreziosita dalla presenza di opere di un grande artista salernitano: le lunette al di sopra delle cappelle furono decorate fra il 1888 e il 1890 da Gaetano D'Agostino con le storie di Sant'Anna e di Maria. Negli spicchi della cupola si alternano finestroni e affreschi degli Evangelisti, anch'essi del D'Agostino.