I 7 Comuni di "Italia Langobardorum" insieme per il riconoscimento In vista della decisione relativa all'inserimento nella lista Unesco, le città che fanno parte della candidatura seriale si dotano di un organismo di gestione. Sarà operativo entro un mese e segue il modello associativo. Dopo il primo anno di vita, si deciderà se passare ad un altro assetto organizzativo, che potrebbe essere quello della fondazione, del consorzio senza scopo di lucro o della società di capitali. Questa è una delle decisioni principali scaturite dalla riunione, a Roma, presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, tra i rappresentanti dei sette comuni che compongono il sito seriale "Italia Langobardorum". Insieme con Benevento, ne fanno parte Brescia, Cividale del Friuli, Castelseprio, Spoleto, Campello sul Clitunno, Monte Sant'Angelo. Entro un mese è operativo il nuovo organismo di gestione della rete di città longobarde candidate al Patrimonio Unesco. Questa è una delle decisioni scaturite dalla riunione, a Roma, presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, tra i rappresentanti dei sette comuni che fanno parte del sito seriale "Italia Langobardorum". Nello specifico, insieme con il capoluogo sannita, ne fanno parte: Brescia, Cividale del Friuli, Castelseprio, Spoleto, Campello sul Clitunno, Monte S. Angelo. Intanto dovrebbe arrivare a luglio, in Spagna, la decisione circa l'inserimento o meno nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco. Altrimenti potrebbe slittare di circa un anno. A rappresentare il comune di Benevento in "conclave": l'assessore alla Cultura Raffaele Del Vecchio, il dirigente di Settore, Rino Vitelli, il responsabile del Servizio Beni Culturali, Pasquale Palmieri, il segretario generale dell'Ente, Antonio Orlacchio. Per la prima volta, infatti, data la complessità tecnica dell'argomento all'ordine del giorno (definizione dello statuto e scelta della veste giuridica da conferire alla struttura di gestione del network, tempi e modalità di start up funzionale) si è resa necessaria la presenza, in qualità di esperti di diritto amministrativo, anche dei segretari comunali. L'organismo di gestione segue il modello associativo. Dopo il primo anno di vita, si deciderà se passare ad un altro assetto organizzativo, che potrebbe essere quello della fondazione, del consorzio senza scopo di lucro o della società di capitali. "Con l'inizio del 2009 spiega Del Vecchio abbiamo immediatamente voluto compiere un ulteriore, significativo step nel lungo percorso intrapreso due anni fa con la candidatura del Complesso di Santa Sofia al Patrimonio dell'Umanità". "Il primo obiettivo-prosegue l'assessore- che abbiamo voluto porci per l'anno appena cominciato è stato quello di stabilire che entro il 9 febbraio, quando ci incontreremo nuovamente a Brescia per la prossima riunione plenaria, vengano approvati sia lo schema di atto costitutivo che lo statuto dell'associazione cui affidare il compito di governare nel prossimo futuro la rete interistituzionale attualmente coordinata dal Ministero". "In questo modo conclude Del Vecchio saremo in grado di dimostrare agli organismi di valutazione dell'Unesco di esserci già concretamente attrezzati per gestire un sito seriale complesso come il nostro, formato da beni monumentali situati in sette diversi territori, il tutto grazie all'adozione di strumenti giuridici ed organizzativi appropriati per realizzare e monitorare gli interventi trasversali previsti nel piano di gestione".