La Soprintendenza: irregolarità. Il Comune: rispettare i posti di lavoro Il tavolino su cui Gabriele Dannunzio scrisse al volo i versi de "A vucchella", è sotto sequestro. I tavolini su cui si sono ritrovati a prendere il caffè e chiacchierare i presidenti della Repubblica, di passaggio in città, da Ciampi a Scalfaro, fino a Napolitano, sono accatastati da un lato e avvolti con il nastro bianco e rosso della Procura. Blitz della polizia municipale in piazza Trieste e Trento al Gran Caffè Gambrinus, il bar degli artisti e delle riunioni politiche. Insorge lAscom. E interviene il sindaco: «Bisogna rispettare i diritti degli esercenti commerciali e il diritto al lavoro dei dipendenti». Ieri, infatti, mentre i vigili sequestravano i gazebo del Gambrinus, i ristoratori di via Partenope portavano in Comune le lettere di licenziamento per 140 dipendenti, dopo i sequestri di sabato scorso. Ore 10: i vigili prendono le misure, fasciano le strutture in ferro e appendono i fogli con il provvedimento di sequestro, tra il via vai nervoso dei camerieri in livrea blu e i turisti che, stupiti, chiedono in inglese, giapponese, tedesco, cosa accade. Poche ore dopo, nel primo pomeriggio, lassessore, Luigi Scotti (assessore alla Polizia municipale) si rintana in una sala interna del Gambrinus per una riunione. Contemporaneamente bevono il caffè al bancone gli architetti di Palazzo Reale. Tra i camerieri qualcuno sussurra: «Quello alto, di spalle è il soprintendente in persona». Ed è qui il nodo: tra Comune e Soprintendenza. «La struttura, di circa 50 metri quadrati in ferro e in plastica - recita il verbale dei vigili - è stata sequestrata per mancanza del parere favorevole della Soprintendenza ai beni architettonici e per mancanza del permesso a costruire». Loperazione è stata coordinata dal generale Luigi Sementa. Sul campo: i tenenti Gaetano Frattini e Gennaro Frate della polizia municipale e larchitetto Russo della Soprintendenza. La famiglia Sergio, che da due generazioni gestisce il Gambrinus, è incredula e lascia parlare il proprio legale, lavvocato Giovanni Fusco, che minimizza: «La polizia municipale ha riscontrato difformità tra la struttura che cè attualmente con la struttura oggetto di concessioni che annualmente viene rinnovata. Appena capiremo in cosa consiste questa difformità faremo i nostri passi». Ma, in serata, sul caso Gambrinus interviene direttamente il sindaco. «Attiveremo tutte le direzioni competenti affinché le strutture commerciali cittadine che occupano suolo pubblico - dice Rosa Russo Iervolino in un comunicato - siano messe, nel più breve tempo possibile, in condizione di operare nel pieno rispetto della legalità». È la prima volta che il Comune interviene dopo mesi di sequestri. «Questa dei gazebo è solo una telenovela - dice il presidente dellAscom, Antonio Pace - Da anni chiediamo al Comune e alla Soprintendenza regole certe, ma i due enti non riescono proprio a mettersi daccordo». «Tutti i sequestri sono avvenuti per lo stesso motivo: mancanza di autorizzazione della Soprintendenza» attaccano Fabio Chiosi e Maurizio Tesorone della I Municipalità. E Raffaele Ambrosino, consigliere comunale di Forza Italia: «Abbiamo ottenuto una task force di dirigenti comunali che dovranno trovare una rapida soluzione». (cri. z.)
NAPOLI - Sigilli al gazebo del caffè Gambrinus
La Soprintendenza ha sequestrato il tavolino in ferro e plastica del Gran Caffè Gambrinus, dove Gabriele D'Annunzio scrisse "A vucchella". La struttura è stata sequestrata per mancanza del parere favorevole della Soprintendenza ai beni architettonici e per mancanza del permesso a costruire. La polizia municipale ha bloccato il caffè e ha sequestrato altri tavolini. Il sindaco ha intervento e ha ordinato di rispettare i diritti degli esercenti commerciali e il diritto al lavoro dei dipendenti. I ristoratori di via Partenope hanno portato in Comune le lettere di licenziamento per 140 dipendenti dopo i sequestri di sabato scorso.
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