Per tornare a vedere Bologna dal Parco di San Michele in Bosco dietro al Rizzoli, parte il progetto finanziato dalla Fondazione del Monte presentato ieri. Saranno cinque interventi spalmati su cinque anni che grazie alla risorse messe a disposizione dalla fondazione (500.000 euro) restituiranno alla città la terza macchia verde più grande dopo i Giardini Margherita e la Montagnola. Sono esattamente sei ettari e mezzo che andranno ripuliti, riorganizzati, infoltiti di nuovi alberi e piante. E soprattutto riapriranno al panorama i tetti rossi di Bologna, oggi oscurati da alberi troppo alti e troppo frettolosamente impiantati negli anni ï50. Il fine lavori è previsto per il 2013, ma ottimisticamente già fra un anno il parco e il Belvedere saranno a disposizione dei bolognesi. Tutto il nuovo verde sarà preso in carico dal Comune, ieri presente con lassessore al Territorio Anna Patullo, che ne curerà negli anni successivi la manutenzione. Una «cartolina» quella che si ammira da lassù, ma che progressivamente sera sfocata negli anni non permettendo, dal Belvedere, di guardare la città tutta. La collina di San Michele in Bosco prese vita già nel ï400 con il complesso monastico dei monaci olivetano, rappresentando uno dei punti di Bologna più raffigurato nelle stampe depoca e riportato nei diari dei viaggiatori. Divenne parco alla fine dell800 quando sorse lIstituto Rizzoli, poi nellambito di un progetto di rimboscamento della collina nel secondo dopoguerra, paradossalmente viene intaccato il disegno originario e con lintroduzione di conifere di fatto si ostruisce la vista verso la città. «Abbiamo deciso di dare una mano alla rinascita di questo antico parco bolognese perchè non ci siamo rassegnati a lasciare andare una ricchezza della città - ha detto il presidente della Fondazione del Monte, Marco Cammelli - . Era stata invece dimenticata e non era facile spiegare agli ospiti stranieri che lunico punto da cui si vede tutta Bologna, era di fatto impraticabile. Vogliamo rassicurare tutti, non verrà tolto nemmeno un albero, faremo semplicemente ordine e pulizia». Ma non sarà solo una questione di bel paesaggio, dicono i progettisti della Fondazione Villa Ghigi e i finanziatori dellopera, ma anche una macchia di verde per passeggiare e fermarsi a sedere su una panchina. Tra gli interventi dopo un capillare censimento degli oltre 700 alberi presenti, cè stata la rimozione di alcune piante in cattive condizioni e non più statisticamente sicure, e ora si procederà con la ristrutturazione della cancellata che dà su via Codivilla, il ripristino del viale panoramico, la riattivazione della rete dei sentieri lungo il pendio con una pavimentazione in ghiaia e i cordoli di contenimento. Il progetto per il nuovo parco, o meglio rinnovato, di San Michele in Bosco, era da tempo nelle intenzioni dellIstituto Rizzoli ma risultava troppo costoso per le casse dello Ior. Ora le risorse della Fondazione per il progetto che ha già ricevuto le necessarie autorizzazioni della Soprintendenza e della Commissione Qualità architettonica e del Paesaggio del Comune.