TEMU' LA PATATA bollente ora è nelle mani del Prefetto. Sarà lui, nei prossimi giorni, a proporre una soluzione per la "guerra dei musei" che si è scatenata a Temù in alta Vallecamonica dopo la costruzione di una nuova sede museale che avrebbe dovuto diventare la sede naturale del trentennale Museo della Guerra Bianca in Adamello. Convocate le parti, questo martedì mattina, con l'intento di avvicinarle il Prefetto, vista l'assenza dei responsabili del Museo, ha deciso di prendere tempo e avvicinare la Soprintendenza per trovare comunque una soluzione. QUALE SARÀ, dunque, il futuro dei reperti raccolti in anni di spedizioni tra i ghiacciai teatro della Grande Guerra, lo si saprà forse con più chiarezza nei prossimi giorni. Intanto è molto chiara l'intenzione della Fondazione della Guerra Bianca in Adamello che sta cercando una nuova casa in Vallecamonica. «L'obiettivo dicono i responsabili in un comunicato stampa non è trasferire il Museo ma creare un sistema museale su scala regionale organizzato su più strutture diffuse secondo un ampio progetto già condiviso nelle sue linee». ECCO PERCHÉ il Museo di Temù, fondato nel 1976 da un gruppo di appassionati fra i quali c'erano anche vecchi adamellini ha già stretto accordi con Colico dove Forte Montecchio Nord diventerà il Polo museale di riferimento nell'ambito del progetto che prevede due importanti sedi museali, una in alta Valtellina e l'altra in Vallecamonica cioè in località dove la Guerra Bianca è stata effettivamente combattuta. LA SEDE NATURALE di una di queste sarebbe proprio Temù dove il Museo della Guerra Bianca è nato e cresciuto e dove la Regione ha finanziato una nuova sede. Il Museo, invece, dovrà cercarsi una nuova sede. Il comune di Temù, infatti, dopo averla realizzata con contributi pubblici ha posto all'Istituto la condizione di avere la maggioranza nel consiglio di amministrazione per affidargliela. Al no ha rescisso il contratto di locazione e chiesto 50 mila euro l'anno per l'affitto della nuova sede. Nel luglio 2008 la Regione ha tentato di appianare i dissaccordi, ma senza successo. Ora ci prova il Prefetto. Il primo cittadino, deluso dalla mancata presenza dei responsabili ieri in Prefettura si dice disponibile al dialogo. «INTANTO io vorrei ci dice il sindaco Tomasi far sapere che il Museo della Guerra Bianca è stato ospitato per oltre trent'anni in un edificio comunale e che ai gestori non è mai stato chiesto l'affitto». I rapporti fra Museo e amministrazione negli ultimi mesi sono andati di giorno in giorno incrinandosi. Tutto è nato con la realizzazione della nuova sede. Ora si attendono nuovi sviluppi.
LOMBARDIA TEMU' - Il prefetto fa da paciere nella guerra sul museo
Il Prefetto di Temù sta cercando una soluzione per la "guerra dei musei" che si è scatenata dopo la costruzione di una nuova sede museale che avrebbe dovuto diventare la sede naturale del trentennale Museo della Guerra Bianca in Adamello. Il Museo, fondato nel 1976, ha già stretto accordi con Colico per creare un sistema museale su scala regionale, ma il comune di Temù ha deciso di non trasferire il Museo nella nuova sede. Il Prefetto ha convocato le parti per discutere della situazione e ha deciso di prendere tempo per trovare una soluzione. Il Museo della Guerra Bianca dovrà cercarsi una nuova sede, mentre la Regione ha finanziato la costruzione della nuova sede museale.
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