SANT'ANTONIO. Stanno per essere ultimati i lavori del primo lotto del "Museo delle dighe", il primo del genere in Gallura, un tributo (peraltro dovuto), alla storia della diga del Liscia, una delle grandi opere pubbliche ad avere cambiato le sorti e il futuro della Gallura. «Il Liscia -dice il sindaco Benito Scano - non ha fatto solamente al fortuna delle zone costiere e reso possibile un discorso turistico che diversamente oggi sarebbe stato diverso». «L'invaso - prosegue il sindaco - ha contribuito a rendere molto più stretto il legame tra il nostro territorio, che possiamo definire di cerniera tra la Gallura costiera e quella interna, e quello di Arzachena e Olbia. Per noi questo ha significato e significa posti di lavoro e nuova occupazione». E del resto Sant' Antonio è uno dei pochi comuni dell'interno che in questi anni ha segnato un aumento costante della popolazione contrariamente al resto degli altri piccoli comuni che non hanno niente da spartire con il mare. Il "museo delle Dighe" ospiterà la documentazione (e quì sarà importante la collaborazione da parte del Consorzio di Bonifica della Gallura che con l'amministrazione di Sant'Antonio ha mantenuto sempre ottimi rapporti) e materiali inediti che hanno portato alla costruzione dello sbarramento, prevedendo anche percorsi per visite guidate alla scoperta di un territorio che ha conservato intatte le sue caratteristiche e del quale, se la Soprintendenza archeologica (sollecitata in questo senso dall'amministrazione comunale) riterrà opportuno, potrebbero essere esposti anche diversi reperti venuti alla luce in scavi condotti in questi ultimi anni. «Il nostro vuole essere un omaggio alla diga del Liscia - spiega il primo cittadino - ma anche a tutte le altre dighe della Sardegna, con le quali vogliamo attivare una collaborazione mirata in primo luogo alla conoscenza». La struttura che è stata ricavata da una vecchia abitazione, che l'amministrazione ha acquistato qualche anno fa, comporterà l'investimento di 400mila euro, 220mila dei quali hanno coperto le spese sino alla realizzazione del primo lotto e l'acquisto di una parte dell'arredo e delle attrezzature richieste. Si punterà molto sulla nuova tecnologia multimediale, creando disegni in tre dimensioni che consentiranno una visione della diga in qualche modo inedita e sicuramente di grande attrattiva. «Il nostro pallino, che è stato un po' il filo conduttore di ogni sindaco che mi ha receduto - conclude il sindaco Benito Scano - è quello di utilizzare l'invaso del Liscia anche come sito turistico. Contemporaneamente al Museo, infatti, avremo un info-point, un polo informatico turistico che funzionerà in collaborazione con altri comuni. Questo per promuovere il territorio e farlo conoscere a un pubblico sempre più vasto, dentro e fuori della Sardegna».
SARDEGNA - L'invaso che trasformò la Gallura servirà l'industria delle vacanze
Il comune di Sant'Antonio sta per completare i lavori del primo lotto del "Museo delle dighe", un tributo alla storia della diga del Liscia. Il Liscia è stata una grande opera pubblica che ha cambiato le sorti e il futuro della Gallura. Il museo ospiterà la documentazione e materiali inediti sulla costruzione dello sbarramento, con percorsi per visite guidate. Il museo è stato costruito in una vecchia abitazione acquistata dall'amministrazione comunale e comporterà un investimento di 400mila euro. La struttura sarà dotata di tecnologia multimediale, creando disegni in tre dimensioni per una visione inedita della diga.
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